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NEERA Cuneo - Cane da Pastore dell'Asia Centrale da Guardia e Protezione Familiare - Femmina
Neera è la sorella di Annibal, stessi genitori e medesima cucciolata ( il padre è Timur: guardiano di rare qualità e la madre Elba) . E chi ha avuto l’occasione di sostare per qualche istante di fronte alla porta del box di Annibal, potrà immaginare cosa significhi avere il suo stesso sangue che scorre nelle vene!
Annibal è uno dei cani più potenti che abbia mai incontrato, compresi tutti quelli visti nei miei vari viaggi in Asia Centrale, possiede un’agilità impressionante, misto ad un innato e spontaneo odio per l’estraneo, caratteristiche che lo rendono unico nel lavoro di guardia. Inutile dire che è un dolce compagno di gioco delle mie figlie che spesso passano ore rotolandosi con lui nel prato di casa.
Neera, è dotata di molte sue caratteristiche, ovviamente al femminile. Udito e fiuto sopraffino, estrema gelosia del territorio e innata diffidenza verso chi non conosce.
Provengono da una linea di sangue, la stessa del mio Kimè e del nuovo arrivato Kayman, molto antica di cani da pastore selezionati per opporsi ai predatori con estremo coraggio. I cani vinsero poche battaglie contro i branchi di lupi “autentici” ( in Italia sono presenti solo sottospecie di lupi) ma se qualche successo fu ottenuto va sicuramente attribuito agli antenati di questa linea di sangue.
Ero tornato da pochi giorni da uno dei miei soggiorni presso la fattoria dei miei amici pastori ungheresi, i proprietari dei genitori di Annibal e Zar. Anche questa volta ero rincasato portando con me alcuni cuccioli, fra i quali appunto il mio attuale Annibal e Zar.
Non avevo scelto femmine per me da quella cucciolata, in quanto i pastori sono soliti trascurare il carattere delle loro fattrici: è diffusa un’infondata credenza che la femmina conti poco nella riproduzione oltre all’esplicita intenzione di non voler riprodurre femmine aggressive che possano opporsi con troppo vigore al loro capobranco durante il lavoro. La femmina tipica da lavoro con il gregge è solitamente di indole diffidente, quindi molto vigile ma non esageratamente coraggiosa anche se mordace in caso di necessità. La sua principale funzione è quella di allertare un buon maschio, più coraggioso e potente, che si adopererà per un’efficace difesa del territorio. Anche lei parteciperà all’attacco ma solo in una seconda fase, quando lo scontro diretto sarà già stato affrontato dal capobranco. Non va dimenticato comunque che proprio questa tipologia di femmine, sanno causare al malcapitato i danni più gravi.
Io cerco invece di selezionare, con estrema fatica e scarsa omogeneità, femmine più determinare, capaci di poter agire con successo anche senza la presenza di un capobranco, per contro ho una seria e costante difficoltà di farle convivere nello stesso recinto. Quindi non molto adatte ad un lavoro cooperativo alla difesa del bestiame.
Da alcuni giorni sentivo l’insoddisfazione di non aver rilevato tutta la cucciolata e quindi di non poter verificare se una di quelle cucciole avesse potuto diventare buona per la mia selezione di cane da guardia al territorio domestico. Specialmente una di quelle cucciole che, come il fratellino Annibal, non aveva mai esitato ad abbaiarmi quando, più volte, in quel piccolo recinto fra le steppe ungheresi avevo cercato di stimolare la loro attenzione.
Ci pensai ancora un giorno e poi telefonai ai miei amici e proposi di pagare loro il viaggio di andata e ritorno oltre al costo dei soggetti, se fossero venuti almeno al confine italiano per portami quella cucciola. Poi ricordai che di color nero ne avevo viste due e per evitare incomprensioni con il mio povero inglese, decisi di acquistarle entrambe.
Le tenni insieme per una settimana, in uno dei miei recinti, cercai di capire chi era quella migliore ma la cosa non fu facile. Entrambe mi abbaiavano già da piccole, quando in lontananza le stimolavo, senza però dimostrare la minima attitudine a farsi condurre al guinzaglio. Erano molto guardinghe e timorose dei rumori esterni alla mia proprietà. Quando le uscivo tendevano ad abbassare molto la coda ad ogni novità ed io non avevo in quel periodo il tempo necessario per potermene occupare con costanza e decidere cosa fare. Io non amo molto questa tipologia di cani, troppo selvatici e quindi ne vendetti una ad un amico, come femmina di 2° scelta, mentre la “mia” la diedi ad un altro amico che, per pura passione, si era offerto disponibile a socializzarla. Sapevo che la sua proprietà era al confine della strada e che lei avrebbe quindi dovuto abituarsi forzatamente a tutti i rumori del traffico automobilistico.
Ogni tanto passavo a vederla e subito mi abbaiava, intanto ero informato che anche la sorella stava dimostrando ottime attitudini di guardiana.
Neera passò il primo anno in quel cortile fin quando un giorno decisi di trasferirla nel mio allevamento, con qualche reale difficoltà per il suo carattere molto diffidente ma con altrettanta curiosità di studiare il suo carattere, oltre al desiderio di accaparrarmi un altro po’ di quel “sangue” da lavoro, lo stesso di Annibal. Non è la prima volta che ottengo migliori risultati da una fattrice di minore valore rispetto ad un suo fratello molto più dotato. La genetica è strana, molto opinabile ed io amo procedere a più tentativi.
Oggi Neera è un soggetto molto attivo nella guardia, anche se il suo carattere di potente “cane da lupi” mi costringe a non farla né incontrare con altre femmine adulte, presenti nel mio allevamento, né convivere con maschi troppo giovani, in quanto è molto intransigente. Il suo attuale compagno di proprietà è Iran che spero vorrà coprirla nei prossimi calori (per adesso ciò non è ancora stato possibile in quanto lei non ha accettato la sottomissione dell’atto sessuale). Anche con lui, cane adulto di grande carattere, lei osa fino all’orlo della sua sopportazione. Se sono affiancati durante le azioni di difesa, non esita a scaricare anche su di lui il suo temperamento. Ovviamente sono piccole reazioni e non troppo invasive, diversamente sarebbero guai, ma che lui ha ormai scelto di accettare, diversamente sarebbe guerra continua. Lei è fatta così: nata un’ Alfa assoluta, per tutta la vita e non vuole capi. Iran è l’unico che riesce a lavoragli al fianco, con gli altri sono dolori ed il giovane Kabul ne seppe qualcosa. Anche suo fratello Annibal è costretto a rispettarla molto in quanto, credo per spirito conservativo, ha scelto di scelto di scontrarsi troppo frequentemente.
Se sarà possibile vorrò utilizzarla come prossima fattrice per vedere cosa riuscirà a trasmettere ai suoi cuccioli: sicuramente la sua estrema diffidenza nell’estraneo, mista ad una dinamicità eccezionale nella razza.
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