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Visitare il Turkmenistan, è un’impresa veramente complicata fin dal momento della preparazione del viaggio, per ottenere il visto d’entrata è necessario essere possesso di una lettera d’invito da parte di qualche istituzione turkmena ed a meno che non si conosca qualcuno di veramente importante presso il governo, ci si deve rivolgere a chi specula su questa limitazione e si adopera per queste sporadiche possibilità, in cambio da sostenutissime cifre di denaro.
Inoltre chiunque voglia visitare il paese, è obbligato a farsi accompagnare da una guida locale e stabilire precedentemente quanti giorni vorrà stare, dove vorrà andare e per quanto tempo ci rimarrà in ogni città specificando la data precisa”.
Non appena si arriva all’aeroporto di Ashgabat, capitale del Turkmenistan, si ha la sensazione immediata che non sarà possibile trasgredire a nessuna delle regole imposte.
Numerosi poliziotti e militari armati, sono schierati vicini alla scala d’uscita dei passeggeri, sembrano finti, non rispondono a nessuna domanda e solo seguendo qualche abitante locale, si può intuire di dover entrare in un grande stanzone, dipinto di bianco, senza altri colori o scritte, manifesti pubblicitari, negozi, uffici commerciali, etc.. L’aeroporto di Ashgabat consiste in un due gabbiotti, uno per il rilascio del visto e l’altro per pagare le tasse d’ingresso, nessuno collabora, nessuno parla in inglese, tutto è scritto in cirillico e la scortesia degli addetti è sconvolgente. Il rifiuto nei confronti degli ospiti è totale e si percepisce in ogni azione che il personale mette in atto. Tutto funziona secondo regole, code ed inutili attese. Finalmente si riesce ad entrare nella stanza recupero bagagli, qualcuno ha “gettato” tutte le valige e pacchi vari, creandone un mucchio, ..le nostre purtroppo sono rimaste ad Istanbul, rimaniamo lì, in attesa di qualcosa che non sappiamo, tutti ridono e nessuno ci aiuta. Fortunatamente una signora turca, con il figlio, sono nelle nostre stesse condizioni, parla inglese e buon per lei, anche un po’ di russo, quindi ci dice che i bagagli non arriveranno chissà fino a quando, fortunatamente, invece, due giorni dopo, entreremo in possesso delle nostre valige, con difficoltà indescrivibili. Per uscire dall’aeroporto è obbligatorio compilare due fogli scritti in cirillico, è obbligo internazionale di consegnarne copie in inglese agli stranieri, … ma loro non aderiscono a nessuna convenzione, meno turisti arrivano, meno gli uffici amministrativi devono lavorare e quindi meglio stanno! Questa signora ci aiuta, finalmente riusciamo ad uscire da quell’inferno ed incontriamo la nostra guida, che con una faccia super assonnata ci sta aspettando da ore, qualcuno le ha dato il nostro orario d’arrivo sbagliato, è lì da tutta la notte, ma non importa.., intanto nessuno si occuperà delle sue lamentele, ammesso che lui deciderà di farle.
La capitale è costituita da infiniti palazzi governativi di risaltante imponenza, costruiti interamente in marmo bianco, interminabili piazze deserte e giardini meticolosamente curati, numerose sono le statue d’oro del precedente capo dello stato, infinite le gigantografie dell’attuale presidente. E’ assolutamente vietato fotografare tutto ciò! Chiediamo il perché alla nostra guida (..chiamiamola cos’ì!) http://www.pastoredellasiacentrale.it/dett_news.asp?id=648, il suo sorriso si spegne e la risposta è la stessa che ci sarà ripetuta in molte altre occasioni: “ Please, Mr. Ezio, don’t ask me, about political situation!”
LA guida (con me, nella foto in alto), invece è incredibilmente simpatico, laureato in lingue straniere ed ex-pugile con postumi da combattimento e super appassionato di combattimento dei cani. Le istruzioni che ha ricevuto sono quelle di farmi vedere un paio di cani qualsiasi, trattenermi il più possibile in hotel al sicuro e spedirmi presto nell’Uzbekistan, intanto il cospicuo montante in dollari è già stato pagato, dei quali a lui andrà molto poco e quindi la missione compiuta. Ma lui non sa ancora, che io non sono un turista qualsiasi e che ho pagato tutti quei soldi con ben altri scopi. Dopo alcuni scontri verbali molto violenti, “meno male solo verbali” (..mi dice mia moglie, ricordandomi che ho quasi 50anni e che dal Turkmenistan vorrebbe uscirne al più presto!), La guida ed il suo responsabile, capiscono che la mia è una passione vera, che me ne frego di tutte le loro paranoie, che vorrò scrivere un libro su questo magnifico cane di cui loro sono i genitori naturali e che quindi necessito della loro collaborazione. La frase “scrivere un libro” si rivela geniale, direi quasi la chiave del mio successo in Turkmenistan. Il responsabile si volatilizza, invece lui, da vero Turkmeno Doc, inizia a dimostrarsi un “vero” amico, portandomi ovunque ci sia un animale a quattro zampe, chiamato cane. I nostri punti di vista si dimostrano, inizialmente, molto diversi, lui chiama “cani veri” i gladiatori della domenica, disposti a sacrificarsi in un combattimento, io invece sto cercando quelli ostili all’estraneo, disposti a sacrificarsi per il bene che vogliono alla famiglia di cui fanno parte. Questa divergenza non si rivelerà molto importante, avrò comunque la meravigliosa possibilità di incontrare centinaia di Pastori dell’Asia Centrale, chiamati in quella terra: Turkmen Alabay e molti personaggi, del mondo cinofilo turkmeno, di fascino irresistibile, per chi come me è appassionato di cani. Capirò solo successivamente che proprio la mia stessa guida, come molti turkmeni, è un vero esperto e cultore della razza oltre ad essere amici dei migliori esponenti della razza in questo paese.
I CANI DEL TURKMENISTAN - Gli Alabai (o Alabay)
http://www.pastoredellasiacentrale.it/dett_news.asp?id=585
I miei incontri più importanti:
Il mio incontro con Mr. Kakish KYARIZOV - Il più grande e storico allevatore turkmeno, di cani da Pastore dell'Asia Centrale (Alabay) - Ashgabat Turkmenistan. http://www.pastoredellasiacentrale.it/dett_news.asp?id=573
Il mio incontro con Mr. O. Garayev - Uno dei più famosi Trainer, esistenti al mondo, di Turkmen Alabay da combattimento, colui che fece diventare mitico KOR GAPLAN, Campione del Turkmenistan 1994 - 1995 - Ashgabat Turmenistan. http://www.pastoredellasiacentrale.it/dett_news.asp?id=574
Il mio incontro con Farida Bolkunova - L'esperta di razza, più famosa del mondo, circa la morfologia e la storia del cane da Pastore dell'Asia Centrale. Giudice della F.C.I. (Alabay). Ashgabat Turkmenistan. http://www.pastoredellasiacentrale.it/dett_news.asp?id=572
Il mio incontro con Mr. Alim I. - Un grande commerciante di Alabay, del Turkmenistan orientale ed importante esperto di cani aborigeni - Turkmenabat Turkmenistan. http://www.pastoredellasiacentrale.it/dett_news.asp?id=576
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