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BURKA - Femmina di cane da Pastore dell'Asia Centrale da Guardia - 11/10/2004
Da una cucciolata che feci parecchi anni fa, con due cani molto tipici, spiccato senso della guardia ma di mediocre coraggio sull’affrontare l’uomo, nacquero, chissà come, alcuni pilastri della mia attuale selezione: Taleban, Argo, Asia, etc... Uno di quelli fu Attila, il più grosso della cucciolata ed il dominante del branco. A dire il vero, non so se lo sarebbe stato, anche in futuro, con Taleban ed Argo, in quanto questi due cuccioli, ebbero il suo padrone, molto giovani, ovvero non appena seppero cavarsela nel mangiare, senza la necessità del latte materno. Certo è, che quando vendetti Attila, lui era il dominante fra i rimanenti della cucciolata e dimostrava già, da cucciolo, un discreto senso di territorialità. Quelli erano tempi in cui, preso dall’enfasi, credevo anch’io che tutti i Pastori dell’Asia Centrale diventassero infallibili guardiani, perché questa era una razza antica, geneticamente pura, con antenati che avevano combattuto con i lupi, gli orsi, etc... e anche se, alcuni dei miei soggetti, non mi soddisfavano pienamente, secondo le mie esigenze caratteriali, ero talmente affascinato da questa nuova razza, così ben magicamente raccontata da alcuni personaggi dell’Est, che preferivo continuare a sognare, accontentandomi ed aspettando (..non so cosa), nonostante non mi mancasse l’esperienza del lavoro fatto, con parecchie altre razze di cani. Fortunatamente ci fu il risveglio, iniziai ad applicare i miei “vecchi” criteri di selezione ed oggi, se ne possono constatare i risultati, visitando il mio allevamento.
Comunque, vendetti Attila ad una signora che possedeva già una femmina acquistata in uno storico allevamento italiano di pastori dell’Asia Centrale. La signora lo scelse perché aveva una macchia scura sull’occhio, identica a quella della femmina che già possedeva, io lo vendetti ad un prezzo modesto, poiché, influenzato da tutte le “panzane” che mi bevevo dagli esperti morfologici di razza, il cucciolo presentava una colorazione degli occhi che tendeva al celeste, cosa tutt’oggi ancora aborrita, più di una displasia sulle “3 anche”. Il cane aveva una corporatura possente e tutti sperarono che sarebbe diventato ancor più grosso e massiccio della femmina che abitava già in quella casa, ma “purtroppo” non fu così. Attila rimase, più o meno simile d’altezza ma non così imponente e qualcuno iniziò a “teorizzare” che esistevano due tipologie di Pastori dell’Asia Centrale: quella di statura gigante e quella di statura media. La femmina, andò in calore ed Attila, come tutti gli “Asia” veri, anche se di statura ridotta, la coprì alla velocità della luce, ancora cucciolone. Nacquero molti bei cuccioletti che presero strade diverse, in un particolare momento di difficoltà della proprietaria, che li aveva cresciuti con tanto amore. Una di quelle femmine, fu venduta a carissimo prezzo come d’originale importazione Turkmena. Un’altra, viene ancora oggi esibita a tutti i raduni per la sua possenza fisica, altri andarono in Sardegna e di altri ancora non ebbi mai notizie. Una, in particolare, venne acquistata da un simpatizzante della razza, nel Nord-Italia. Questa, era la mia attuale e carissima Burka.
Una domenica, d’estate, venne da me un ragazzo che possedeva un maschio, figlio di cani di “taglia gigante” e mi parlò di una cucciolona di 7 sette mesi, gracilina, ma di fortissimo carattere, in vendita presso un privato che, per motivi famigliari, doveva necessariamente disfarsene. Questo ragazzo, se ne andò, da me, a mezzogiorno ed io alla sera, ero già di ritorno, dopo aver superato non poche difficoltà per il trasporto, con quella prepotente cucciolona, pronta a far parte del mio allevamento. Il vecchio proprietario, la caricò nel bagagliaio posteriore della nostra auto e subito dopo, in viaggio, furono “cavoli nostri”. La cucciolona, ci guardava e ci ringhiava, meno male, instaurò subito un ottimo rapporto con mia figlia. Di me, non volle saperne per alcuni giorni, infatti fu proprio mia figlia, a condurla nel suo box, cosa che non sarebbe stato possibile diversamente, senza l’apposita tuta di protezione. Solo chi ha questi cani, può capire cosa sto scrivendo, ovvero del rapporto speciale che riescono ad instaurare, subito con i bambini, molto più facilmente che con gli adulti.
E di lì, partì una storia di grandissime emozioni che ci regala, ogni giorno, la nostra Burka. Un cane che, conosce l’amore, più profondo, per tutta la nostra famiglia. Le mie figlie sono solite, d’estate, attaccare la musica e ballare per minuti, abbracciati a lei, che le mette le sue zampe sulle spalle. Sinceramente, a me fa un po’ pena, ma invece di evitarle, continua insistentemente a cercarle, probabilmente ha un livello di sopportazione molto superiore al mio !!!
La storia di Attila, invece, non fu ugualmente felice. Qualcuno fece pressione psicologica su quella signora e lei decise che Attila non era un buon stallone per la sua femmina, si decise quindi di castrarlo, sostenendo che tendeva a scappare dal recinto. Bastava alzare la rete! Lui sopportò l’intervento con grande dignità psicologica, da vero Pastore dell’Asia Centrale, continuò a fare un’ottima guardia che io testai personalmente sul posto ma, un nuovo maschio, proveniente dalla Russia, fece ingresso in quella casa ed Attila fu spedito, in quanto diventato il “terzo incomodo”. Come faccio di solito, ripresi io quel cane, mutilato della sua virilità e gli trovai una dignitosa sistemazione: al mare, in mezzo agli ulivi, presso un signore che lo adora. Un uomo di poche parole, poche “moine” ma non si disfarebbe più di quel cane, nemmeno per tutto l’oro del mondo. Certo non è più l’Attila che avrebbe potuto essere con tutti gli attributi, ma rispetto ad un cane “standard”, continua a fare la sua dignitosa figura, come abile cane da guardia. Più volte, la signora mi confidò del suo pentimento a quella maledetta decisione, che aveva preso in momento di debolezza ( ..anche perché visti i risultati di alcuni cuccioli, ebbe successiva richiesta!) e lo stesso marito ricorda Attila con gran nostalgia, ...ma ormai è andata così. Quello è il destino di nascere cani ed avere chi può decidere per loro.
Cosa posso dire di Burka? A chi ha già provato ad infilare un bastone, fra le sbarre della nostra recinzione di casa, nulla! In quanto ci ha già pensato lei a dimostrare di cos’è capace contro gli estranei. A chi non l’ha mai conosciuta, posso dire che è il vero cane ideale per la famiglia, veramente un “tesoro” con noi e completamente inavvicinabile dagl’altri, ..con un grande vantaggio, rispetto a Kimè, ..riesco a fermarla quando parte contro l’estraneo. Kimè, invece, prima mette a segno la sua azione, poi ascolta il mio comando e viene da me a farsi perdonare. Certamente, hanno due gradi di potenza diversi, lei è una femmina e lui un maschio. Burka non concepisce che nessuno si avvicini alla nostra famiglia, anche quando la portiamo in giro, anzi, se è al guinzaglio, subdolamente si dimostra distratta all’estraneo per poi tentare di aggredirlo improvvisamente. Quindi non la possiamo portare dove ce la folla. Ogni mattina, è lì che ci aspetta, dalla finestra, scodinzola guardandoci a mangiare colazione e fa dei lunghi “suoi” discorsi a mia moglie, mirati a convincerla nel darle un biscotto. Cosa che, purtroppo, succede sempre più spesso, specialmente nei giorni di mia assenza. Ma, quelle sono le femmine, di cane e di uomo!
E’ la madre di: Kabul, Yena, Orsa, Tundra, Zhanna, Lana, Chen, Igor, e di molti altri Pastori dell’Asia Centrale, fra i più forti, da guardia, mai prodotti in Europa, che oggi proteggono molti giardini italiani, da Messina a Gorizia. E’ ormai nonna, di giovani ottime promesse ed un’instancabile guardiana che corre su e giù nel mio giardino, giorno e notte. Ed è anche l’unica femmina ad aver trovato una buona intesa, con quell’”ORSO” di Kimè, ...e tutto ciò, non è poco!
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