IL CANE PASTORE TURKMENO
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14/07/2008 - Il MIO Pastore dell'Asia Centrale: STORIE VERE!!!



INGRANDISCI IMMAGINE

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In questa rubrica, vi voglio raccontare alcune storie, realmente accadutemi, in questi anni di convivenza con i miei Pastori dell'Asia Centrale. Molte di loro, sono strate determinanti, per farmi scegliere questa razza, come unica per il futuro della mia vita, nonostante in 40 anni ne abbia conosciute e possedute molte altre. Chi mi conosce, sa che sono molto critico nel giudicare i miei soggetti e vivo raramente di sogni ed immaginazioni. Quando seppi che esisteva un Pastore dell'Asia vero e forte, presi la macchina, feci anche migliaia di chilometri, ma andai a conoscerlo e testarlo. E se lo ritenei valido, cercai di portarmelo a casa. Quindi, vi prego, di credere cosa vi racconterò qui di seguito..

 

 

21) LINCE – Il richiamo della foresta.

Più di un anno fa, vendetti una femmina di nome Lince ad un noto professionista di Chieti, in Abruzzo, visto il suo desiderio di regalare un’efficiente compagna, al suo maschio Trei, già acquistato precedentemente nel mio allevamento ed oggi diventato un temibile cane da guardia.

Scelsi, per lui, un buon soggetto della cucciolata, una femminuccia marrone tigrata, molto sveglia e gliela inviai dal mio amico Mauro, che faceva servizio poco lontano da quella città e che spesso veniva ospite a casa mia per parlare, a lungo, di cani. Ricordo ancora, le prime telefonate del mio amico Vittorio, preoccupato che la piccola non potesse sopravvivere, alle prime dominanze di Trei, ormai diventato pesante e con tutte le intenzioni di stabilire “regole severe”, alla nuova arrivata.

Una mattina di circa un mese e mezzo fa, mi telefonò riferendomi che per cause ancora da accertarsi, il portone elettrico, si era aperto durante la notte e lui non riusciva più a trovare la coppia di cani. Generalmente questa tipologia di cane, raggiunta la maturità, non tende ad allontanarsi molto da territorio, ...se ne approfitta di fare una corsetta nelle vicinanze per poi ritornare a casa, quasi subito. Mi è già successo che le mie figlie lascino la porta aperta di notte e di trovare, la mattina seguente, Kimè che ci dorme davanti, senza essersi allontanato, né aver lasciato allontanare la sua compagna. Basta solo un suo sguardo, che la femmina si accuccia! Nel caso dei cuccioloni del mio amico Vittorio, le cose andarono in un modo un po’ diverso, i due cani uscirono, per una “scappatella” ed al mattino, tornò solo Trei, il maschio, mentre di Lince, la giovane femmina, non vi furono tracce. Ci sentimmo telefonicamente, per alcuni giorni successivi, valutammo tutte le ipotesi, consigliai loro di avvisare i canili della zona oltre a denunciare la scomparsa di Lince, alle varie forze dell’ordine. Ero praticamente convinto che Lince avesse avuto la peggio, attraversando una tangenziale molto trafficata, poco lontana dall’abitazione dove aveva vissuto, fin da piccola, in quel grande giardino. La logica sarebbe stata che lei, in quanto femmina, avrebbe dovuto seguire, in tutti gli spostamenti, compreso il ritorno a casa, il suo maschio capo-branco, ma qualcosa non era andato come il previsto e lei non era rientrata, quella mattina. Dopo numerose telefonate, intercorse con la figlia Alessandra, decisi di alleviare quel dispiacere, portando loro, una sorella di Lince, che io avevo ancora in allevamento e stavo ragionando su una possibile futura cucciolata, viste le sue doti caratteriali. In uno dei miei viaggi per l’Italia, mi caricai la femmina in auto e gliela portai a Chieti. I due, si ringhiarono per qualche giorno, ma poi, come succede sempre, diventarono amici inseparabili.

Questa mattina ho ricevuto una chiamata dal mio amico Vittorio, fortunatamente un operatore dell’ASL, aveva recuperato Lince in prossimità di un grande bosco, in seguito alla segnalazione di una signora, che la vedeva, da giorni, aggirarsi fra quegli arbusti. Come sarà sopravvissuta Lince, per più di un mese in quel bosco? Solo Dio lo sa! L’unica cosa certa è, che ci è riuscita, procurandosi il cibo, cacciando in quel bosco o nei paraggi. Alcune persone, l’avevano già avvistata, parecchi giorni prima, ma nessuno si era occupato di lei. La figlia Alessandra, mi ha raccontato oggi, di come sia cambiata Lince, in alcuni dei suoi comportamenti. E’ certamente dimagrita, ma incredibilmente ancora più agile e scattante, con atteggiamenti da vero predatore. Questa sera, mi ha riferito che, all’imbrunire, invece di cercare la solita cuccia, si è avvicinata ad un mucchio di foglie secche, che il giardiniere aveva radunato in un angolo del giardino, si è aperta un varco con le zampe e successivamente, dopo essersi infilata ed accucciata all’interno, si è sistemata per la notte coprendosi con le stesse foglie, disposte a dovere con l’ausilio del muso.

Questi episodi sono, ciò che mi fanno sentire veramente fiero della mia selezione. Cos’ì, credo fossero gli autentici cani da Pastore dell’Asia Centrale! Innanzi tutto animali molto autonomi, pur non dimenticando l'amore per il suo padrone, capaci di sopravvivere a qualsiasi intemperie, di affrontare ogni pericolo e di nutrirsi cacciando la notte. Quindi, è molto difficile che potessero assomigliare a quei pesanti soggetti, di mastodontica statura, che si riscontrano oggi, in molte fotografie inerenti alla razza. A volte qualcuno mi telefona e mi chiede perché i miei Pastori dell'Asia Centrale sono di corporatura più piccola di cosa si vede solitamente in giro ed io, invece, continuo a chiedermi ogni giorno, il perché l'uomo li abbia voluti far diventare così inutilmente grandi! Come migliore deterrente? Venite a farmi visita nel mio allevamento e vi presenterò il mio Taleban, non più di 70cm scarsi, al garrese. (Visibile sopra, nella foto)

Certo che questi episodi, di autentica cinofilia, sono di grande contrasto con ciò che diventata quella moderna. Ieri, un funzionario dell’ENCI, mi affermava con convinzione: “ Sappia, che per avere il LOI di quel cane, lei dovrà portarlo almeno una volta in esposizione ed ottenere un giudizio di “molto buono” dalla giuria, diversamente avrà solo il LIR per tutta la vita!!” Io non posso dirvi cos’ho pensato, in quel momento, sia del mio cane (figlio di Kimé), sia di quel funzionario, se dovesse mai entrare, stanotte nel mio giardino! Piuttosto voglio farvi una domanda diretta, a voi che mi state leggendo: “Che giudizio dareste, ragionando con il cuore e con la passione del VERO cinofilo, ad una femminuccia come LINCE?” Se lo meriterà, anche lei, un “molto buono”????

 

20) ARTUR – Solo ringhiare non basta!

Circa tre anni fa, ero appena rientrato in casa, dopo le ferie estive, quando mi squillò il telefono, era una signora della Liguria che aveva letto dei miei Pastori dell’Asia Centrale e poiché, nei dintorni di casa sua, avevano appena messo a segno qualche furto, mi chiedeva se avevo ancora disponibile, qualche cucciolo maschio. Io risposi che avevo appena svezzato una cucciolata e c’erano ancora due maschi, uno nero ed uno bianco e nero. Ci accordammo per l’appuntamento, a loro piacque molto quel cucciolo tutto nero, con il petto bianco e se lo portarono a casa. L’entusiasmo fu subito alle stelle, il cane fu accolto come il “secondo genito” della famiglia e gli furono dati, da subito, vizi inimmaginabili. Tanto per capirci, conservo ancora alcune fotografie che ritraggono il cucciolone, ormai alto 70cm al garrese, in camera da letto, disteso su un letto di lenzuola candide. Passai alcune volte a trovare questi amici e spesso, constatando che il sistema di crescita, era poco idoneo per un cane di quel temperamento, sconsigliai alcuni atteggiamenti che loro permettevano al cane, ma non fui mai ascoltato e scambiato per un antiquato allevatore che non sapeva crescere i cani, secondo i sistemi della cinofilia moderna: praticamente, come un bambino! Ricordo che in una delle visite, io mi avvicinai alla loro figlia ed il cane si bloccò, guardandomi fisso negli occhi, io capii subito le sue intenzioni, distolsi lo sguardo allontanandomi e tutto si risolse al meglio senza che nessuno se ne accorgesse, dell’apparente sfida, lanciatami dal cane. Li pregai, molte volte, di chiudere il cucciolone in crescita, quando venivano estranei in casa, ma forti di altre esperienze, con altre razze di cani, mi fu detto più volte che lui si sarebbe abituato agli estranei e che non ci sarebbero stati problemi futuri. Ci tengo a precisare che, un agente delle Forze dell’Ordine, appoggiatosi alla recinzione di quella casa, incurante del cane, era già stato afferrato, in modo non grave, da quel cucciolone, all’età di soli 13 mesi. L’episodio fece maturare l’idea, ai proprietari, di sigillare tutta la cancellata con le lamiere, ma non quella di vietargli la “penichella” sul letto o sul divano del salotto, lasciargli incontrare tutti gli estranei che entravano nella recinzione, etc.. Io continuai ad sconsigliare molti di quegli atteggiamenti, ma non fui mai ascoltato. Ogni tanto, mi riferivano che il cane non voleva spostarsi del divano e non esitava a ringhiata a chi glielo chiedeva e con questa educazione, il cane raggiunse i 3 anni.

Per varie vicissitudini, questa famiglia, si disgregò ed il cane risultò un impiccio, loro se ne andarono da quella casa e lui fu lasciato ai nonni, che avrebbero continuato ad abitare in quel luogo. Il cane patì molto la dipartita del primo coniuge, in seguito del secondo con la bambina, i nonni, non sapendo come fare, cercarono, senza successo, di imporgli delle regole che lui non aveva mai conosciuto. Mi contattarono, più volte riferendomi che il cane non si lasciava comandare facilmente e che quando lo volevano rimuovere, da dove si trovava, lui ringhiava prepotentemente. Come avviene di solito, fui pregato di ritirare il cane e di occuparmi del suo futuro. Io ero oberato di maschi, ma dopo alcuni tentativi, accettai che mi riportassero il soggetto, nel frattempo che gli avessi trovato una nuova sistemazione ed iniziò così una mia nuova avventura, con un Asia maturo. Mi portarono quel cane, un giorno che non c’ero e mia moglie glielo fece sistemare in un box, che io utilizzo per i cani in fase di socializzazione. Passarono di lì: Iran, Taleban, Tibet, l’attuale Annibal e tanti altri. Io arrivai la sera tardi dal lavoro e mi occupai dell’”incomodo” solo la mattina seguente.

Mi avvicinai al recinto e lui iniziò a ringhiarmi, ma stranamente, non vidi segni di grande accanimento, da parte di alcune femmine adulte, presenti nei vari recinti adiacenti. Lui non mangiò per un paio di giorni, solito per un cane di questa razza quando trasferito di proprietà, se lo guardavo ringhiava, ma aveva uno sguardo molto assente e sofferente, ovviamente stava soffrendo molto per la mancanza dei suoi ex-padroni. Dopo alcuni giorni, lo avvicinai e lui, pur senza grandi segni di consenso, si lasciò infilare un guinzaglio e trasferire in un grande recinto, in condivisione con una mia giovane femmina di un anno. I cani si annusarono, lui non dimostrò alcun entusiasmo e lei non lo considerò più di tanto. Se l’avessi inserito con una mia femmina adulta, lui avrebbe dovuto dimostrare subito di essere un maschio all’altezza, viceversa sarebbero stati dolori, se non altro per estrema gelosia che loro provano, nei miei confronti, quando inserisco un nuovo elemento nella comunità. Lei era giovane e si dimostrò indifferente.  Io mi recai a prendere la carne da distribuire a tutti i cani e quando ne lanciai il primo pezzo a lui, in quanto maschio e più anziano, iniziò il finimondo. La giovane femmina, si avvicinò alla carne e lui ringhiò prepotentemente, credendo che anche lei si sarebbe spaventata del suo vocione, ma lei, nata e crescita in uno stato semi- brado, dove tutto è sofferto, capì subito che “il tipo” veniva dalla città e che faceva solo il gradasso per finta. Prima di occuparsi della carne, azzannò il maschio sulla guancia sinistra e senza mollarlo, lo schienò con una facilità sorprendente. Lui, prima tutto rigonfio e fiero di se, coda alta in senso di dominanza, non seppe far di meglio che urlare come un cucciolo di 3 mesi, chiedendo pietà. Lei continuava a strattonarlo ed affondare i denti e lui ad urlare. Io non intervenni, per non sfasare alcuni importanti equilibri e li lasciai fare. Quando lei si accorse, che era ormai in netta vittoria, si dimenticò di lui e andò a mangiarsi la sua carne. Io lanciai un altro pezzo di carne a lui, credendo che null’altro sarebbe accaduto, visto i 3 anni del maschio e la sua statura decisamente più possente, ma non ebbe nemmeno il tempo di annusarla, che lei gli era nuovamente sopra, a morderlo e lui sotto che strillava. Io me ne andai e lei si riprese anche quella carne e se la mangiò e lui rimase a guardare. La cosa si ripeté, ancora il giorno seguente, io non credevo ai miei occhi, ma quando mi accorsi che il maschio stava riportando ferite importanti, decisi di separarlo e metterlo con 4 femmine di 5 mesi, tra l’altro, figlie della sua stessa madre. Voglio premettere che ARTUR, appartiene ad una genetica di vecchi cani da pastore, che mi hanno sempre creato il problema inverso, per la loro estrema aggressività con altri cani, cosa che io considero un inevitabile difetto della razza e non sicuramente un pregio. ARTUR è fratello di Taleban, di Argo, di Attila, di Kora e di molti soggetti, assolutamente intransigenti nei confronti di altri cani. Mi ricordai subito di tutte le telefonate che mi fece il suo ex-padrone per descrivermelo come “il terrore” degli altri cani del quartiere ed anche del suo atteggiamento di dominanza, a 60gg., su tutti gli altri componenti della cucciolata. La cosa ancora più sorprendente, fu vedere nei giorni seguenti, le cucciolone di 5 mesi, rubargli il cibo ad ARTUR, dalla bocca, lui ringhiare a coda ritta e loro imperterrite nel loro intento. Le stesse cucciole, non avrebbero mai osato, pur essendo dall’altro lato della recinzione, avvicinarsi ad un pezzo di cane rimasto appeso sulla rete, confinante con la recinzione di Kabul, un mio giovane maschio di soli 11 mesi. E’ sempre sono bastato uno sguardo per immobilizzarle e farle retrocedere.

Questo episodio mi ha insegnato, molte cose sul cane da Pastore dell’Asia Centrale oltre a riconfermare alcune mie tesi, che sostengo da tempo. Primo, la genetica in un cane, è sicuramente molto importante, ma è fondamentale come lo si cresce. Il cane allevato da “idiota”, sarà l’equivalente di un uomo, cresciuto da “bambino viziato”. Dietro un’apparente aggressività, espressa con ringhiate, rivolte al padrone, si nasconde spesso, uno stato di disagio dovuta alla mancanza di punti di riferimento nel branco e quindi di profonda insicurezza. Il cane, è un cane e deve crescere da cane, sicuramente rispettato, ma non “umanizzato”  e privato delle sue funzioni animali. Ecco perché non mi hanno mai convinto, molti di quegli Asia giganti, allevati nelle gabbie e portati la domenica in esposizione. Ringhiare e fare i prepotenti con altri cani, solo perché si è vicini e tenuti al guinzaglio dal padrone o dietro ad una rete, non significa nulla con la reale dominanza di un soggetto, su altri suoi simili e tanto meno con la reale capacità di affrontare l’intruso. Secondo, che ringhiare non significa avere il coraggio e la capacità di mordere, ed io ne so qualcosa, dalla mia esperienza nelle arti marziali, un conto è dire “io ti spacco la faccia” ed un altro è riuscirci realmente! Terzo, i cani parlano un linguaggio segreto, fra di loro, che nessuno di noi umani, riuscirà mai a capire nei dettagli, per tanto che approfondirà i suoi studi, loro riescono subito a distinguere il ”vero duro” da quello finto, anche se di imponenti dimensioni.  Quarto, il cane da destinare alla guardia del territorio, è preferibile crescerlo, con un altro suo simile di sesso opposto, con il quale possa sperimentare tutte le varie fasi di attacco e di difesa, distinguendo il ringhio dal morso e dosandone l’intensità, secondo le diverse circostanze. Quinto, il miglior cucciolo esistente al mondo, può essere completamente rovinato ed inibito da un’educazione errata del suo proprietario e viceversa, quindi, l’assistenza post-vendita di un allevatore esperto, conta non meno della qualità del cucciolo acquistato.  Le due tesi principali, che mi ha riconfermato, questo particolare episodio sono: non è la stazza del cane, che ha relazioni con la sua efficacia d’azione bensì il carattere maturato tramite reali esperienze da cane e che una buona educazione, fortificano il cane più di qualsiasi addestramento ed una cattiva, possono ridurlo l’ombra di se stesso.

Sinceramente, non so se, un giorno, ARTUR, ritornerà ad essere un “vero” cane da Pastore dell’Asia centrale, 3 anni sono tanti, ma possono essere pochi per un soggetto “autentico” come lui. Attualmente, è stato trasferito in un cortile, con un altra femmina di ottimo carattere, mangia separato da lei, ma ha intrapreso una vita, completamente all’aperto, da effettivo cane da guardia. Niente letto, niente dormite in casa, bensì fuori tutta la giornata, notte compresa. Il fieno ha sostituito le sue lenzuola candide. Ha iniziato a cibarsi, anche lui, come tutti i miei cani, di pollo crudo con ossa, la mattina e pane duro la sera, oltre a frutta, verdura etc... Sta imparando ad usare le mandibole ed i denti, almeno per strapparsi la carne del pasto. Fra un anno o due, ne trarrò le conclusioni. Poi vi scriverò a riguardo.

 

19) SURA – Un compito difficile.

Oltre due anni fa, mi erano stati presentati, da un addestratore, con cui collaboro da tempo, una coppia di coniugi che cercavano un affidabile cane da guardia. A dire il vero, più affidabile che da guardia, in quanto, erano convinti, che un cane aggressivo con gli estranei, lo potesse poi anche diventare con la famiglia, cosa assolutamente possibile, con soggetti di alcune razze, cresciuti in determinate circostanze. In quel periodo, non avevo ancora preso l’attuale ferrea decisione di soddisfare solo più le richieste di cani da lavoro ed allora, alcune volte all’anno, in collaborazione di altri allevatori, mi organizzavo per produrre anche alcuni soggetti indicati a chi prediligeva l’importanza morfologica dei genitori, alla vera e propria sostanza caratteriale del cane. E fu cos’ì che in quell’occasione, dissi a questi signori di scegliere fra due cuccioloni, un maschio ed una femmina, il loro cane del futuro. Loro scelsero la femmina in quanto, come gli era stato consigliato, le ispirava maggiori garanzie d’affidabilità. Furono subito travolti da un amore incondizionato, pieno d’attenzioni ed il loro entusiasmo era evidente ad ogni accenno. Il crudele destino, invece, volle che la femmina a soli 2 anni, morì improvvisamente, una sera, di arresto cardiaco. La loro reazione di sgomento, fu ovviamente proporzionata all’amore che provavano per quell’animale e la prima decisione fu di non volere mai più un cane, per non dover affrontare atro dolore, in caso di distacco. Rimasi molto dispiaciuto anch’io, anche perché non mi era mai capitato un episodio simile, né con i miei cani, né con i cani dati ad altri. Proposi subito, a questi amici di accettare la mia offerta di un nuovo soggetto, ovviamente gratuito, in sostituzione, cosa che loro rifiutarono categoricamente, per il dolore che provavano ancora per l’appena “cagnolona” scomparsa. Io insistetti, li provocai, più volte, con l’invio di alcune fotografie di una cucciola che avevo in allevamento e fu così che li convinsi a riprovarci. Ricordo, che quando vennero a prendere la cucciola, mi dissero che mai nessun cane, avrebbe potuto sostituire la sua, in quanto ormai considerata parte della famiglia, mentre io sapevo che Sura, la nuova arrivata, avrebbe saputo riconquistarli per le sue caratteristiche di futura guardiana. Adesso sono passati due mesi e vi voglio allegare quanto scrittomi dai suoi attuali proprietari:

“Ti mando una recente foto di Sura, che sta crescendo a vista d'occhio ed è un vero vulcano. E' sveglia, spavalda, vuol sempre averla vinta e non ha paura di niente. Fa la guardia, segnalando puntualmente che si avvicina troppo alla casa e se succede, ..parte all'attacco! C’è capitato di notare che quando ci fermiamo a parlare con qualcuno per la strada, che lei non conosce, mostra subito diffidenza nei suoi confronti e non si lascia avvicinare. La scorsa settimana, portandola a spasso, stavamo percorrendo una strada un po' stretta, quando, pochi metri dietro a noi, si è aperta una porta ed è uscito un uomo con passo svelto. Il cane si è subito bloccato rivolgendosi verso quest' uomo ed ha iniziato a ringhiare e poi ad abbaiargli, mostrandosi pronta ad andargli incontro per difenderci.

Questo è un episodio, ma ce ne sono altri in cui il cane ha dimostrato sospetto e diffidenza verso gli sconosciuti, pelo dritto sulla schiena, coda dritta e guai a voi se vi avvicinate! E ha poco meno di

cinque mesi. In famiglia e con i nostri vicini di casa è molto affettuosa, fa veri  e propri slanci che cerchiamo di contenere, terrorizzati dall'eventualità che li faccia anche tra qualche mese, quando sarà molto più grande. Vispa e furba come una volpe ne combina delle belle, mostrando una vivacità davvero esuberante. Certo eravamo abituati al carattere più tranquillo di Disha, ma questa è un peperino niente male. Cominciamo a capire cosa intendevi dire, quando parlavi di Pastore dell'Asia Centrale da lavoro.” Tutto ciò mi proviene da una coppia di ragazzi completamente fuori da tutto ciò che è il discorso dei cani da lavoro. Nelle sue parole attuali, intravedo un entusiasmo che non ho mai scorto, in passato, con l’altra femmina, appartenente ad importanti linee di sangue da esposizione. Prima, c’era solo amore incondizionato per l’animale ed apprezzamento per l’aspetto fisico, adesso, c’è anche evidente soddisfazione per il comportamento del cane. Anche se non dimenticheranno mai il cane passato, sono sicuro che l’attuale, per i suoi modi di comportarsi, li conquisterà totalmente, superando il “compito difficile” di sostituire la spiacevole perdita. Io ho posseduto centinaia di cani, di molte razze: importanti pastori tedeschi, rottweiler, vari mastini, etc.. ma solo per questi miei attuali cani da Pastore dell’Asia centrale, ho provato tanta passione  e coinvolgimento emotivo. Noto spesso che avviene la stessa cosa nelle famiglie in cui li inserisco.

 

18) KARAK e DANKA – Innanzitutto le pecore.

In primavera, ho venduto due soggetti ad una famiglia che, per la loro fortuna, abita in una bellissima casa, con un parco immenso. Tanto grande, da dover entrare da un cancello automatico, ai margini della proprietà, dover fare un bel pezzo di strada, passare sotto un ponte e dover “viaggiare” ancora un po’, per arrivare alla casa. In questa famiglia, c’è grande passione per gli animali ed anche tempo per occuparsene, quindi il top! All’interno di questo terreno, pascola un piccolo gregge di pecore che il proprietario argina con il filo elettrico, per evitare che si mangino anche i fiori e cespugli, piantati con cura dalla moglie. I cani sono stati inseriti separatamente, prima la femmina ed in seguito, un vispo maschietto proveniente dall’allevamento dei miei amici ungheresi con cui collaboro per selezionare “autentici” cani da Pastore dell’Asia Centrale, con buone caratteristiche, anche per la protezione alla proprietà. Per il primo periodo, ancora molto giovani, pensavano solo a correre e divertirsi, curandosi poco delle pecore che c’erano nel territorio. Poi la situazione è completamente cambiata. L’altro giorno mi ha chiamato il proprietario, persona di radicata esperienza cinofila, dicendomi: “Ezio, sta succedendo cosa non avevamo previsto nessuno dei due, i cani si stanno occupando innanzitutto del gregge e poco gli importa della mia casa incustodita! Saltano la recinzione di contenimento del gregge e se ne stanno lì, tutto il giorno con loro, guai a chi gliele tocca! Vedessi, come sono felici! Io un po’ meno, visto che li ho acquistati, perché difendessero noi!

E tutto ciò, è vero, anche se la situazione, avrà future evoluzioni. Sinceramente, nonostante la mia discreta esperienza, riconosco di non aver valutato bene la situazione, in quanto mi capita solitamente di inserire, i miei cani, in proprietà, molto più limitate e senza pecore. Oppure, di cedere cani a “veri e propri” pastori che, poco gli importa della loro baracca in montagna, bensì unicamente del loro gregge. In questo caso, vi assicuro che i complimenti che ricevo, sono “da lacrime agli occhi”, miei e dei pastori, ..e posso offrire, senza esitare, le dovute referenze al riguardo.

Ho suggerito, a questi signori, di lasciare, almeno uno dei due cani, preferibilmente la femmina, a protezione delle pecore, di erigere una successiva recinzione adiacente alla casa, dove vivrà l’attuale maschio, con una nuova femmina, che “regalerò” loro appena saranno pronti a riceverla. In questo caso, saranno protette entrambe le entità: gregge e casa. Come ho detto prima, la situazione avrà comunque una sua spontanea evoluzione. Attualmente, i cani sono ancora molto giovani e trovano più stimolante occuparsi del gregge, visto le poche distrazioni che hanno durante la giornata. In quel parco vi entrano solo famigliari o poche altre persone amiche e nessuno dei cani, hanno la possibilità di veder passare estranei nelle strade adiacenti e vivere esperienze stimolanti alla loro funzione di guardiani, se non il sottoscritto che, occasionalmente, si presta a fare il mal intenzionato! Con il passare del tempo ed il sopraggiungere della completa maturità dei soggetti, le cose cambieranno, specialmente di notte. E’ molto probabile che la femmina si coricherà vicino alle pecore ed il maschio in una posizione, molto più strategica, forse intermedia, tanto da poter intervenire su entrambe le realtà. E’ assai difficile, ingannare un Pastore dell’Asia Centrale di notte, col suo fiuto ed udito sopraffino, i miei si preparano già alla guardia, pur senza abbaiare, quando le macchine, che poi passeranno, sono ancora a distanza molto elevata, assolutamente non percepibile da noi. Quindi, si occuperanno, in futuro, di tutta la proprietà, certamente se saranno contenuti in una recinzione più adiacente alla casa, la reazione sarà più immediata, efficace ed utile in caso d’intrusione dei mal intenzionati.

Questa è un’altra storia che forse non interesserà il profano o chi ha una semplice coppia di cani in giardino, ma io la trovo molto affascinante. Mi è molto facile, immaginare l’uomo, quando, molti anni fa, provò in tutti modi a trasmettere al proprio cane primitivo, l’amore per il gregge ed il senso di protezione. Quando ottenne da lui la totale garanzia di amore per gli agnelli, anche in presenza della fame acuta. Quanti tentativi a vuoto, senza risultati e con infinite morie di pecore, unico patrimonio della famiglia! Altro che il “seduto”, “terra” e “resta” che oggi s’insegna nei nostri campi d’addestramento. L’uomo riuscì a selezionare, il suo cane da pastore, partendo da un ibrido di lupo, che solitamente le pecore le mangiava! Questo fu il vero miracolo della natura. All’uomo serviva un aiuto concreto per la sopravvivenza e qualcuno, forse Dio, la provvidenza, (chiamiamola come volete), ci pensò, come in tutte le cose che accaddero nella nostra esistenza. Poi l’uomo si “ evolse” rapidamente, nel bene e nel male. Le pecore, le allevò, solo più per passione o per “godere” dei contributi delle comunità montane, abitò case lussuose, non capanne ed i veri cani da pastore, sparirono. Oggi ci servono validi cani da guardia, ancora più coraggiosi, per affrontare gli attacchi d’animali “eretti su due zampe”, molto più cattivi e pericolosi del lupo. E lui, si è trasformato nel nostro protettore in quanto, per vivere al nostro fianco, farebbe di tutto. Tira slitte, conduce i cechi, ci difende, ci trova sotto la neve e fa la guardia alla nostra dimora. Purtroppo aiuta anche l’uomo a cacciare altri animali innocenti. Ma proviene comunque e sempre dal passato, dove i suoi avi si accoppiavano liberamente ed impararono timidamente a convivere e servire l’uomo. Gli è però ancora molto difficile, capire che, in pochi anni, noi abbiamo cambiato idea e cancellato millenni di storia universale. Ecco perché, sceglie ancora oggi di proteggere le pecore, prima della nostra abitazione! Solo per questo, non per altro!

 

17) TUNDRA – Il cappello non si tocca!

Tundra è una femmina di circa un anno, figlia di Burka e di Kimè, scrissi già alcune cose su di lei, nel paragrafo “Allevare Pastori dell'Asia Centrale: cani da guardia!!” e di com’era a pochi mesi, alcune fotografie sono anche visibili su questo sito, nell’elenco dei miei cani da guardia. E’ la fotocopia caratteriale del padre oltre ad assomigliargli, ovviamente da femmina, anche fisicamente.

In questo momento convive con Zar, un altro cucciolone di circa un anno che credo diventerà suo “marito”. Li ho sistemati in un cortile adiacente alla strada, tanto per fare un po’ d’esperienza sulla guardia reale, anche se con lei non ci sono problemi in quanto odia, da tempo, tutto ciò che è estraneo alla famiglia ed al solo vedere di mia figlia Sofia, corre e rotola come un “salame” per poi aspettarla per farsi grattare la pancia. L’altro giorno, finito di darli da mangiare, sono tornato nel cortile di casa, che si trova frontalmente a quello dove vivono loro, dall’altra parte della strada. Ero intento a fare un lavoro in giardino e non prestavo particolare attenzione al suo continuo ringhiare anche perché, spesso, lei decide di non mangiare tutta la carne e di riservarne un po’ per il pomeriggio, cosa che Zar non condivide, in quanto vorrebbe mangiarsela tutta subito, indipendentemente a chi appartenga quell’ultima porzione. In questo caso, non le restano alternative, per difendere il suo cibo, se non coricarsi vicino e mostrargli i denti, ogni volta che tenta di impossessarsene. Quindi, la sentiamo ringhiare sovente, nei momenti successivi al pasto, tanto che, mia moglie ed io, non solo non facciamo più attenzione a tutto ciò, ma ridiamo di lei, supponendo “ironicamente” che tale comportamento, le serva per digestivo del cibo già ingerito o per aperitivo per quello a venire.

Erano ormai più di dieci minuti che lei continuava ad arrabbiarsi ed allora decisi di andare a vedere cosa stava succedendo, anche per sanare la diatriba. Vidi una scena veramente commovente.

Nelle ore precedenti, quando mi ero occupato dei cani, era uscito un po’ di sole, tanto da indurmi a posare la giacca in un posto ed il cappello in un altro. Al mio terminare dei lavori, avevo preso con me la giacca e non vedendolo, mi ero scordato il cappello. Il vento successivo, l’aveva spazzato dal gancio su cui era appeso e riposto in centro al cortile.

Bene, Tundra era coricata davanti al mio cappello ed aveva un unico interesse, quello di non permettere a nessuno di toccarlo. Pur di non farlo prendere a Zar, che intendeva partecipare al divertimento, era disposta a tutto. Questo episodio, che può sembrare banale, anche perché non costituisce caratteristica indispensabile per un futuro buon cane da guardia, ha grande importanza per me, in quanto mi conferma la trasmissione genetica di un eccellente cane da guardia che il padre: Kimè, si farebbe ammazzare per difendere un qualsiasi nostro oggetto personale, posato in giardino. Inoltre, tali comportamenti, mi lasciano spesso meravigliato. Zar, è il suo compagno di gioco quotidiano, diciamo il suo “fidanzato”, ma nel caso di un mio effetto personale, lei non conosce più nessuno! Ancora più incredibile è stato vederla scodinzolare, al mio avvicinarmi e saltare di gioia nel constatare che mi stavo rimpossessando del mio cappello. Appena uscito dal cortile, ha ripreso a scorrazzare con Zar, come nulla fosse accaduto.

Ecco! Questi ed altri avvenimenti, che mi regalano quotidianamente, sono ciò che mi rendono “pazzo” di loro, indipendentemente dal colore, lunghezza del pelo, peso ed altezza. Sono questi episodi che fanno del “vero” cane da Pastore dell’Asia Centrale, un’animale degno della sua nobile storia, non il pedigree o i titoli vinti per bellezza.

 

16) KIME’ – Autentico guerriero.

Questo è un episodio, che preferirei non dover raccontare in quanto nasce da un accaduto poco piacevole. La scorsa settimana, avendo alcuni operai che lavoravano sul retro della mia casa, tenevo il mio maschio Kimè, nella parte anteriore del cortile dove è ubicata una tettoia dove ci ricoveriamo le nostre automobili. Il mio caro cagnone, era coricato al sole che si godeva gli ultimi calori d’inizio autunno ed io, non ho idea come sia capitato, l’ho investito con la mia automobile, entrando nel cortile. Una concomitanza di situazioni, non mi ha permesso di scorgerlo e gli sono passato, con una ruota di un’ automobile, molto pesante, su una delle zampe anteriori. Credo sia stata un anta aperta del portone automatico che apre verso l’interno, oltre alla parte destra anteriore dell’automobile, che me l’abbia completamente nascosto al mio passaggio. Noi, passiamo molte volte in quella direzione e se lui è coricato nel cortile, cerchiamo sempre di evitarlo affinché lui possa continuare a starsene coricato al sole, visto che la notte è un pattugliare continuo ad ogni condizione di tempo. Forse, questa non è buona abitudine che gli abbiamo dato, visto che ha indotto, un cane diffidente come lui, a fidarsi di noi e quindi a non farlo stare attento, ogni volta che entriamo, in cortile, con l’automobile. Poiché Kimè, è un cane che non ho mai sentito urlare dal dolore, in tutti gli anni che vive con noi ed in nessuna situazione, non ha urlato manco in questa occasione. Quindi, sentendo un sobbalzo cos’ì evidente dell’automobile, che credevo causato da un martello od un altro attrezzo, lasciato cadere dai tetti dell’impalcatura e lasciato nel cortile, mi sono precipitato a scendere per constatare il danno della ruota. A mio profondo malincuore, ho trovato Kimè che ringhiava dal dolore e teneva alzata la zampa dolorante. Inutile sarebbe descrivere il mio estremo sconforto, duratomi per alcuni giorni, con conseguenti mal di stomaco. Nella vita, succedono spesso le cose che ognuno di noi vorrebbe evitare ad ogni costo, ma questa è la vita! Nel frattempo, mia moglie, sentendomi imprecare per la mia disattenzione e destata da questo strano trambusto, usciva da casa e si avvicinava per constatare l’accaduto. Erano solo pochi secondi che stavamo vicino al cane in estrema sofferenza, per valutare il danno provocatogli e valutando l’entità dei soccorsi necessari, quando un muratore, dovendo chiederci di aprire una porta della parte posteriore della casa, si avvicinava improvvisamente al cancello. Cosa pensate, abbia fatto Kimè? Incredibile, ma vero!  Si è alzato di sobbalzo e con la zampa alzata, all’altezza della spalla si è precipitato ad attaccare lo sconosciuto che si avvicinava alla proprietà! Io e mia moglie ci siamo guardati ed a me, sono venute le lacrime agli occhi, sentendomi il mio già gravoso rimorso, ancor più opprimente. Finito di difendere il nostro cortile, sempre su tre zampe, si è poi spostato sul retro della casa, come per scoraggiarci ad occuparci di lui e credo, per tener d’occhio, meglio, gli operai che stavano lavorando. Infatti, dopo pochi minuti, lo sentivamo già nuovamente a ringhiare a chi si avvicinava troppo alla recinzione, vicino a dove si era posizionato. Ha tutt’oggi, ancora un grande buco nella zampa e zoppica ancora ma, fortunatamente la sta già appoggiando. Il veterinario, guardandolo, dalla parte esterna della recinzione, ci ha assicurato che non è niente di rotto, ma solo un’importante fiaccatura con varie lacerazioni, non gravi, del tessuto. Un’altro aspetto, veramente singolare, è che non si lecca mai in nostra presenza, prima va a nascondersi dietro la siepe e poi si lecca, come non volesse farsi vedere, che si prende cura di se e non dà importanza all’accaduto. Nonostante Kimè, non sia ancora in forma, non ha mai mollato, un solo secondo, di occuparsi della guardia del nostro giardino. Forse, il gran pattugliare continuo, lo sta aiutando molto, nella sua rapida guarigione, oppure questa, è una mia semplice impressione, senza riscontri veterinari. Di una cosa, sono invece certo, conoscendolo, non dormirà mai più, per il resto dei suoi giorni, in quel cortile e si alzerà guardingo, ogni volta che si aprirà quel portone. Lo spiacevole episodio, è successo il giovedì e successivamente, ho avuto visite di clienti, il sabato e la domenica mattina, incredibile è stato vederlo nel presentarsi, con estrema dignità ad affrontare gli estranei, duro come una pietra, senza cenni di dolore, per poi notarlo a zoppicare evidentemente, alla loro dipartita. Spesso, sono triste nel pensare che ha già otto anni, compiuti da un pezzo ed un giorno ci lascerà, io ho certamente ottimi eredi, che dignitosamente stanno portando avanti il suo grande spirito di guardiano incorruttibile, suo figlio Iran oltre al giovane Kabul, che diventerà un “grande” cane. Lui però, è sempre stato e rimarrà, l’inconfondibile “autentico” guerriero!

 

15) NUR – Nato per fare la guardia.

Ho appena terminato di svezzare una cucciolata di “veri” guardiani, figli di Iran ed Orsa. L’unico maschietto allevato, oggi di casa a Lucca, mi ha sempre sorpreso, fin dai primi giorni. Kabul era stato molto precoce nel segnalare la presenza dell’estraneo, ma Nur iniziò a farlo, già i primissimi giorni di vita. Ci sembrava impossibile che, quando entravamo nel box di Orsa, intenta ad allattare i suoi cuccioli, sentissimo una sorta di debole ringhio, che terminava alla nostra uscita. Molti dei miei cuccioli, danno segnali evidenti di carattere del guardiano, già entro il trentesimo giorno di vita, ma questo atteggiamento, si stava verificando con Nur, credo già verso il quindicesimo giorno, poco dopo l’apertura degli occhi. E da allora, non ha mai cessato, di intervenire al minimo rumore sospetto. L’atra settimana, prima di consegnarlo all’amico Enrico, di Lucca, ho pensato di portarlo nel mio cortile di casa, per lasciarlo girare un po’, a sentire altri odori e fare nuove esperienze. Dove pensate, si sia sistemato immediatamente? Dietro le sbarre del mio cancello! E dopo, meno di un minuto “abbaiucchiava”, con determinazione, a chi dei muratori, si avvicinava troppo al cancello, tutto questo, a soli 60gg. appena compiuti. Tutto ciò, è stato immortalato da un piccolo filmato che ho trasferito al nuovo proprietario e che conserverò,  nel mio archivio, di piccoli “grandi” guardiani. Presto, la Toscana, avrà anche un altro ottimo cane da guardia, la sorella Chemukh che si trasferirà a Firenze dall’amico Leonardo, ..aspettava, questa femmina, da più di un anno, ma sarà ripagato dalle sue caratteristiche, in quanto è un ottimo soggetto.

 

14) BURKA e KIME' “ Cani veri.

Chiunque abbia già  frequentato un campo d'addestramento, conosce benissimo il sistema, attraverso il quale, si insegna a mordere ad un cane, in caso di difesa personale.. Quando il soggetto è ancora cucciolo, lo si fa giocare con uno straccio, fin quando, lo morderà  più o meno violentemente, poi si passerà  al salamotto , dove il cane impara ad afferrare con i denti, sempre per gioco, questo corpo estraneo e morbido. Successivamente, lo si stimolerà  a mordere la manica , ancora per gioco, fatta di tessuti cordacei molto più duri ed infine l'uomo, protetto da una tuta integrale, sempre e solo per gioco anche se il cane sbava e ringhia, apparentemente arrabbiato.. Molti addestratori tendono a fare molta distinzione, fra il lavoro fatto sulla manica e quello con la tuta integrale, in quanto sostengo che nel secondo caso, il cane si abitua molto più alla realtà  e non solo alla manica. In effetti questo tipo di giubbotto ha costituito nel tempo un migliorativo, in materia di addestramento, in quanto succedeva spesso che, in esibizioni dimostrative, pur trovandosi comodi a mordere altre parti dell'uomo, i cani cercavano disperatamente la manica, in cui affondarci violentemente i loro denti. Quindi, supportati da queste teorie, promettono, spesso in buona fede, al proprietario del cane in addestramento, che abituandosi a mordere l'uomo, protetto dalla tuta integrale, a maggior ragione, saprà  mordere ancora più efficacemente un aggressore, in caso di necessità . Il problema, però, rimane sempre lo stesso: il cane vero  non ha bisogno dell'uomo che gli insegni come e dove mordere, perché questo lo conosce per natura, sarà , invece, la vera motivazione che lo spingerà  a farlo sul serio. Sempre in campo d'addestramento, si abitua il cane anche a non aver paura del bastone, impugnato dall'eventuale aggressore. Per far ciò, si inizia a simulare il gesto della percossa quando il cane è molto motivato nel non mollare la manica e poi in seguito, si aumenta gradatamente il contatto, senza però affondare mai, viceversa ci sarebbe il palese maltrattamento dell'animale. Ma tutto questo, lo si mette in pratica con uno spirito sereno e rilassato, anzi d'entusiasmo: l'addestratore, protetto dalla manica si sente sicuro, non prova dolore e quindi non ha stati d'animo di panico, il padrone sa benissimo che il figurante non è un aggressore reale e quindi è rilassato e gode di questa plateale esibizione del suo beniamino, …ed il cane, che è MOLTO meno scemo, di cosa pensi questa nostra società  antropomorfa, ha capito tutto fin dall'inizio e gioca divertito!!! Ed è proprio in merito a questi argomenti, che vi voglio raccontare della mia femmina Burka e del mio maschio Kimè. Poiché, io sostengo da sempre, che per avvicinarsi ad un'omogeneità  caratteriale della cucciolata, molto comoda per me, in quanto mi rimangono pochi soggetti da scartare durante i miei test, sia fondamentale il carattere della mamma, in questi anni ho lavorato molto sulla selezione caratteriale delle mie femmine che utilizzo da fattrici. Chiunque venga da me, trova i mie maschi molto forti, ma questo non è il vanto del mio allevamento, la vera rarità  sono alcune femmine che posseggo di grande carattere e coraggio, molto raro nel sesso femminile, specialmente in questa razza. Burka, è la femmina che, in coppia con Kimè, difende la mia proprietà  e lo fa con una determinazione, difficilmente riscontrabile in altri soggetti. A volte, quando qualche mio visitatore ha il dubbio che a fronte di tanta avversità  nel confronto dell'estraneo, la mia femmina sia capace di fare sul serio, io porgo un bastone che tengo apposta ed invito l'estraneo ad infilarlo attraverso il cancello. La reazione è facilmente immaginabile, Burka afferra questo bastone, lo strappa via dalla mano della persona che si è avvicinata al cancello e cerca di distruggerlo in breve tempo per poi rioccuparsi dell'estraneo provocatore. Alcune persone, mi chiamano ancora oggi, a distanza di un anno, per rivelarmi la loro sensazione, nel sentirsi tirar via con tanta potenza il bastone fra le mani. Quando poi il bastone è a terra, io entro nella proprietà , lei mi viene accanto scodinzolando, ma tenendo sempre d'occhio chi è fuori dal cancello, io riprendo il pezzo di legno tutto maciullato, verso il quale lei non dimostra più il minimo interesse. L'altro giorno, poiché questo bastone era rimasto a terra, sino a quando i miei visitatori non erano partiti, ho voluto fare una prova: far giocare Burka con quel bastone! Non è mi è stato possibile per nessun motivo, teneva la bocca completamente serrata, rifiutandosi di prenderlo in bocca, girava la testa, si allontanava di qualche metro, si buttava a terra con la pancia in su, poi mi correva in torno, come per dirmi: se vuoi giocare, grattami la pancia, corriamo nel prato, ma non con quel bastone, che non è un giocattolo, quel pezzo di legno ce l'aveva quella persona sconosciuta che è un nostro nemico, quindi io non voglio nemmeno guardarlo. Peggio ancora con Kimè, il maschio: lui mi ha guardato con il bastone in mano, lo ha annusato e si è messo di lato, ha alzato la gamba ed ha cercato di annaffiarlo con un po' d'urina! Poi se ne è andato… Ecco perché li considero, cani veri, io non gli ho mai insegnato nulla, non conoscono lo straccio, il salamotto, la manica, etc.. Ma hanno, geneticamente, le idee molto chiare: l'estraneo va respinto con tutte le forze, mentre io sono il loro padrone. Il bastone è un pericolo ed il gioco è un'altra cosa!

 

 

13) GIOVANE SI, debole no!

Nel mese di Aprile 2008, ho venduto un cucciolo maschio ad un professionista del Nord-Italia che abita in una grande casa con giardino. Questa persona mi era stata presentata da un addestratore, con cui collaboro da anni e che spesso mi affida i suoi clienti, quando il cane deve servire specificatamente per la guardia e non per il campo d'addestramento: obbedienza, difesa, discipline sportive etc… infatti, lui stesso, ha nel giardino di casa sua, da almeno 8 anni, un vero Pastore dell'Asia Centrale. Poiché era intenzione di questo addestratore, accontentare pienamente il cliente, me lo raccomandò ed io scelsi un cucciolo che già  a 60gg. Abbaiucchiava , dimostrandosi insofferente, a chiunque sostasse a qualche metro di distanza dal suo recinto. Ricordo, che fin dai primi istanti, il soggetto dimostrò molta sicurezza verso qualsiasi novità  e fu estremamente facile abituarlo al guinzaglio. Il cucciolo uscì da mio allevamento, dopo aver superato altri test di valutazione, che fece lo stesso addestratore, quando accompagnò il cliente per il ritiro del cane e mi ricordo di una telefonata che il nuovo proprietario mi fece, raccontandomi del viaggio di ritorno: l'infante, non solo si era dimostrato tranquillo nel viaggio, ma aveva anche emesso qualche debole ringhio quando, durante le fermate ai semafori, aveva intravisto qualcosa di sospetto, (…tutto ciò, non è comunque necessariamente indispensabile per la valutazione di un cucciolo, futuro guardiano!) Ricordo anche che, nei primi giorni, lo stesso cagnolino, fu portato in altre residenze del nuovo proprietario e non mancò mai di segnalare la sopraggiunta dell'estraneo, nonostante la tenera età. In seguito, come capita spesso ai cani destinati a proprietari di grandi case con annesso terreno, il cucciolo stette per alcuni mesi a gironzolare, nella pace più assoluta, all'interno di mura e recinzioni completamente oscuranti e quindi senza la possibilità  di valutare ciò che avviene al di fuori della proprietà. Furono fatte alcune passeggiate all'esterno del giardino con il cane al guinzaglio, ma nulla capitò mai di allarmante per il giovane  in crescita. Essendo questo professionista, un veterano cinofilo appassionato di discipline cinofile sportive, furono anche impartite lezioni d'obbedienza al nuovo arrivato. Il cucciolo quindi ha raggiunto, da poco, i sette mesi, con un autorevole capo branco, giocando serenamente con un bambino e in una famiglia tranquilla, in compagnia di un "valido" cane da caccia. Circa un mese fa, il proprietario, m'invitò a casa sua per vedere e valutare l'andamento del cucciolone e non appena scesi dalla macchina e mi recai con passo sospettoso vicino il recinto dove stava richiuso, il cane non solo mi abbaiò con energia, ma si alzò anche in piedi appoggiando le zampe anteriori alla rete. Come faccio di solito, io non feci altro che venirmene via, lasciandolo abbaiare soddisfatto, senza avvicinarmi ulteriormente, essendo ancora molto giovane e quindi facilmente turbabile sotto il profilo dell'integrità  psicologica. Regola fondamentale per un futuro buon cane da guardia: non impaurirlo mai da giovane! Io notai subito che il proprietario si sarebbe aspettato di più dalla mia venuta e riscontrai atteggiamenti di leggera delusione quando gli dissi che per me era sufficiente questa reazione del cucciolo per poter confermare il carattere sicuro del soggetto, e la garanzia di un futuro grande guardiano. Passarono alcuni giorni, ricevetti ancora una telefonata del proprietario, da cui trapelavano alcune perplessità  ed un'insoddisfazione di fondo, supportata dal fastidio causato dall'abbaiare notturno, tipico delle fresche notti d'estate, del giovane soggetto. Seguì poi un'altra telefonata in cui la stessa persona mi chiedeva di potermi restituire il soggetto, in quanto non lo riteneva idoneo alla guardia, visto che aveva provato a far arrivare alcuni estranei sino ad un secondo cancello più interno ed il cane si era limitato ad un leggero abbaio d'avvistamento e poi aveva continuato a gironzolare nel suo prato, come niente fosse. Nonostante rimasi un po' perplesso da queste ultime rivelazioni, specialmente per la stima e rispetto che nutro per il proprietario, concordai un appuntamento per il giorno dopo e ci trovammo nel mio allevamento per la restituzione del soggetto. Appena vidi scendere il cane dalla macchina, al guinzaglio, mi resi conto che il giovane  era sempre lo stesso che avevo visto il mese prima. Nonostante i miei due cani adulti gli ringhiassero dalla recinzione di casa mia, lui non solo abbassò la coda ma accennò anche qualche abbaio di insofferenza, non che questo significa predisposizione alla guardia, ma futura dominanza, certamente. Ricordo che, in una simile situazione, ad una sorella di Burka, già  adulta, che mi portarono a vedere i loro proprietari, per evidenziarmi che era quasi il doppio di stazza, rispetto alla mia, non ebbi l'onore di vederle la coda, tanto che la teneva pressata sul posteriore. In effetti, il cucciolone, dimostrò un po' di timore ad entrare nell'allevamento, visto il chiassoso abbaiare dei cani, che lo stavano aspettando con ansia , …ma questo, a 7 mesi, lo avrebbe fatto qualsiasi cane. Depositammo il cane in un recinto, il proprietario mi spiegò, perché secondo lui, il cane non aveva le potenzialità  ed io, come faccio di solito quando una persona non è contenta del cane che gli ho venduto, restituii l'intero importo versato al momento dell' acquisto, mi ripresi i documenti e lo salutai. Non andai subito dal cane, in quanto dovevo terminare un lavoro per dieci minuti circa, ma non appena ebbi tempo, pensai che avrei voluto liberare il soggetto in un cortile antistante alla mia abitazione ed adiacente ad una strada comunale: avrei voluto constatare di persona, nei giorni a venire, la reale indifferenza di quel cane. Avevo fatto depositare il cane, vicino al recinto di Iran, un maschio di 5 anni, molto duro e dominante e quindi pensai di liberarlo, al più presto, da quella scomoda condizione. Mi incamminai verso il box ed essendo sovra pensiero, non mi resi subito conto che un cane mi stava abbaiando prepotentemente, poi pensai: ..ma i miei cani non abbaiano a me, quindi…? …non appena mi affacciai al suo recinto, vidi una bestiaccia arrabbiata, con tutti i denti fuori, che si scagliava contro la porta della gabbia: era il cucciolone di 7 mesi, preso in restituzione in quanto senza attributi caratteriali. Feci finta di niente, me ne andai, presi una telecamera e ritornai dal giovane pimpante e filmai la reazione, che lui dimostrava nei miei confronti, in quanto persona estranea, quindi potenzialmente pericolosa. Chiamai il professionista, raccontai l'accaduto, chiesi di ritornare a casa mia per vedere il filmato e la storia ebbe un lieto fine: l'ex-padrone riandò dal suo ex-cane, il quale ancora contrariato e non conoscendolo immediatamente, gli abbaiò per un istante e poi ci fu il rincontro, a dire il vero il cane fu un po' reticente a seguirlo ed ebbe subito un comportamento di sottomissione, forse pauroso di aver osato una reazione che ancora non gli competeva. Il nuovo ex-padrone, mi ridiede i miei soldi e ritornò nuovamente a casa con il suo nuovo ex-cane. Spero, questa volta, felice e contento e più fiducioso nel futuro di questo animale! Ho pensato di raccontarvi, quest'avvenimento, non tanto per sottolineare che io avevo ben intuito il carattere di quel cucciolo ed il proprietario, no. Questo è ovvio, io mi occupo da anni di cani da guardia, vivo con loro tutto il tempo possibile, mentre lui è uno stimato professionista di ben altro settore, molto più prestigioso di noi cagnari. Vorrei invece prendere spunto, da questa storia, per analizzare bene l'accaduto. Quando io ho consegnai il cucciolo abbaiucchiante, alcuni mesi fa, al nuovo proprietario, dopo essere stato strappato dal branco in cui era nato, il cane conobbe nuovi ambienti, altri stimoli e realtà  e visto il suo caratterino, mantenne, per un primo periodo di tempo, il suo stato di maggiore allerta, anche perché impaurito della novità . Con il passare del tempo, tutto diventò normale: ogni giorno mangiò lo stesso cibo nella stessa posizione, constatò la tranquillità  e la beatitudine della situazione, capì chi erano coloro che lo dovevano proteggere e crescere e come vuole la logica, si dedicò alla sua spensierata vita da infante. Quando andai io, in quel giardino, oltre a non consentire al suo proprietario di starmi accanto, mi mossi, appositamente, in modo anormale e stimolante e lui mi abbaiò vigorosamente. Quando invece, si avvicinarono al cancello, queste due o tre persone estranee, lui non scorse nulla di particolarmente preoccupante, accennò un abbaio e se ne andò tornando ai suoi giochi da bambino. Solo dopo, nel mio allevamento, da solo, capì che si trattava di un vero pericolo e mise in atto il suo naturale carattere datogli dalla genetica. Il cucciolo abbaia solo e sempre per paura, affinché voi vi rendiate conto del pericolo e lo possiate soccorrere, è vero che avete acquistato un futuro cane da guardia ma, almeno per i primi 18 mesi, della sua età, anche se dimostrerà  prepotente, cercherà  sempre conforto nella vostra capacità  di tutelarlo. Quando sarà  poi maturo, a 3 anni, ringhierà  autonomamente al cancello e magari vi intimerà, addirittura, di non avvicinarvi in quanto sono affari suoi, per adesso ha bisogno di un padrone paziente che sappia aspettare la sua maturità  e non gli causi strani stati d'animo ed inutili allarmismi. Gli adulti sono adulti, i bambini sono bambini e specialmente in adolescenza si dimostrano tutto il contrario di tutto con le loro, infinite incertezze. Sapete, dove ho visto i miei migliori cuccioli, diventare grandi cani da guardia? In quelle famiglie dove hanno cresciuto il cane senza troppe pretese ed ansie di prestazione, volendogli bene e con la consapevole certezza che i risultati sarebbero arrivati. I cuccioli, di prima scelta caratteriale, che io consegno ai clienti, per i primi 18 mesi, non hanno bisogno di nulla, tranne il vostro affetto. Non preoccupatevi, verranno da soli! Notate solo se li vedrete completamente indifferenti alle eclatanti novità , apatici, sottomessi o troppo paurosi. Per il resto ci penserà  la natura e da grandi diventeranno i vostri difensori. Voi, avete acquistato un cane da guardia vero e di tutto ciò, poco sapranno consigliarvi i vostri amici appassionati cinofili, addestratori, veterinari, libri, riviste, etc… Sono io, colui che dovrà  riprendersi il cucciolo e restituirvi il denaro, in caso di errore.

 

12) ORSA - “ Massima diffidenza".

Questo episodio mi e successo pochi giorni fa. Ho chiamato un muratore per riparare uno dei miei box, dove solitamente ricovero un paio di cani, quando qualche cliente viene a farmi visita e quindi non posso lasciarli liberi nel cortile. L'operaio, nonostante la mia femmina Orsa, dimostrasse evidentemente il suo disappunto, con animati abbai e ringhiate di ogni sorta, dalla rete della sua gabbia, ha appoggiato, proprio là vicino, alcune tavole di legno e l'attrezzatura necessaria per costruire un piccolo muretto di basamento. In seguito, con il sopraggiungere del sole, il muratore si è poi tolto il maglione e lo ha deposto su una rete della recinzione. Finito il lavoro, ha ricaricato tutta l'attrezzatura sul furgone, dimenticando questo maglione, vicino al luogo dove aveva costruito il basamento. Il giorno successivo, vista la dimenticanza, ho pensato di prenderlo e riportarlo al muratore. In quel momento, Orsa era nel cortile adiacente e quando mi ha visto arrivare al cancello, mi è corsa in contro e come al solito, si stava già  abbassando per coricarsi e farsi grattare la pancia, quando ha sentito un odore non familiare, si è fermata a circa un metro davanti a me e fissando il maglione, ha iniziato a ringhiare. Io, che la conosco molto bene, ho capito subito, cosa stava pensando (..ovvero che il muratore fosse all'interno del maglione!) ho allungato appositamente il braccio e gliel'ho avvicinato. Senza esitare un solo istante, Orsa si è avventata su quel capo e solo dopo alcune potenti dentate, ha capito della beffa e che all'interno non c'era nulla di pericoloso. Cambiando l'espressione del viso ha iniziato a scodinzolarmi marcatamente e con aria mortificata e si è coricata, con la pancia all'aria, per farsela grattare e farsi perdonare. Vi ho voluto raccontare questo episodio, per farvi capire la diffidenza e la prontezza di questa mia femmina, …quando qualche estraneo entra nella mia proprietà , si lancia all'attacco con la velocità  e la potenza di un proiettile. Non è molto alta, anzi raggiunge a malapena il minimo dello standard, ma ha una mascella molto dotata ed un'agilità  impressionante. Quando l'estraneo si avvicina, nonostante la sua statura, ne resta impressionato dalla reazione. Lei non ha l'abitudine di restare alla rete a ringhiare: attacca e retrocede di un metro, riattacca e retrocede ancora, cosà fin quando la persona non se ne và . Ho un filmato, di quando, a poco più di sei mesi, era già  in grado di attaccare e mordere un figurante, con molta determinazione. L'ho accoppiata di recente con Iran e mi sono nati 6 cuccioli, …dimostrano già  ora, di diventare ottimi soggetti in futuro.

 

11) "ARGO" - E le sue galline.

Argo è un mio maschio che ho venduto, da cucciolo, ad una famiglia del cuneese, un cane veramente eccezionale per la sua potenza nella guardia contro l'estraneo e ancor di più, per l'amore che sa dimostrare alla famiglia in cui vive. Ciò che vi voglio raccontare, è quanto mi ha riferito il suo attuale proprietario, per farvi capire il grado di sensibilità  che può avere un autentico Pastore dell'Asia Centrale. Quando vendetti Argo, a circa 60 giorni, mi raccomandai al nuovo proprietario di seguire alcune regole, come faccio per tutti, una delle quali è quella di chiudere sempre il cane, in un comodo recinto, quando entrano degli estranei nella proprietà . Questa famiglia mi invitò a casa loro ed individuammo insieme un ottimo posto all'ombra, dove creare questo recinto, vicino ad un piccolo pollaio dove la suocera teneva alcune galline per le uova. Lui vide ed annusò, quindi, ogni giorno, quelle galline. Poiché io nutro i miei cani, fin da piccoli, con carne di pollo cruda, una volta al giorno, cosà fecero anche questi nuovi proprietari del cucciolo. Il cane raggiunse i quattro anni e le galline divennero vecchie per le uova, la nonna, decise cosà di sopprimerle per allevarne altre più giovani. Nonostante il detto gallina vecchia fa buon brodo, decisero di dare queste galli in pasto ad Argo, pensando di fargli cosa gradita in quanto allevate in casa. Voi non ci crederete ma, ARGO rifiutò quel cibo, dopo un primo giorno mi consultarono ed io consigliai di non dare altro da mangiare e di lasciare, ancora un giorno, quella carne a disposizione del cane per vedere se l'avrebbe sotterrata e mangiata in futuro. Argo non toccò mai quella carne, i proprietari provarono a metterla nel frizzar e poi farla scongelare, provarono a mescolarla con altri pezzi di carne di altro pollo che davano da anni, bene, Argo mangiò sempre e solo l'atra carne senza mai toccare quella Un caso analogo mi è successo alcuni mesi fa con una femmina di circa un anno, che ho dato ad una famiglia di campagna, la femmina ottima guardiana, super affettuosa in famiglia,etc.. Anche loro ricavarono un recinto per questo cane, vicino al pollaio, dopo circa due mesi, la cognata, che vive anch'ella in quel cortile, decise di sopprimere alcuni di questi polli, proprio fuori di quel recinto, in presenza del cane. Il mattino dopo liberarono la femmina nel cortile, la quale uscì dal recinto e si coricò davanti alla porta del pollaio, non permettendo per alcuni giorni, a quella donna, di avvicinarsi ai polli, lasciando passare solo i suoi proprietari. Sinceramente, non so se questi episodi si ripeteranno con tutti quelli che hanno polli, so che qualche Pastore dell'Asia Centrale ha invece mangiato alcune galline, come tutti i cani possono fare, comunque io tengo alcuni miei cani da un contadino, dove convivono pacificamente in un recinto con volatili di vario genere pur mangiando anch'essi pollo crudo, una volta giorno.

 

10) "KIME'“ - La talpa indesiderata.

Vi racconto questo episodio in quanto l'accaduto ci stupì molto quando ci capitò e ci lasciò meravigliati, non per questo, posso sostenere che si tratti di piena consapevolezza ed intuizione del cane, mi limiterò a citarne l'avvenimento. Mia moglie è molto ambiziosa del suo prato verde e nonostante non ci si possa permettere, visto la presenza costante dei nostri due cani in giardino, un prato all'Inglese, taglia comunque spesso l'erba, al fine di ottenerne costantemente un gradevole tappeto erboso. Erano già  due giorni che una talpa era riuscita ad intromettersi nel nostro giardino e come di consueto stavano aumentavano i vari mucchi di terrà , qua e là , sul manto erboso. La cosa, ci preoccupava in quanto, non avendo mai voluto optare per una trappola capace di uccidere la talpa, ci chiedevamo che cosa ne sarebbe stato del nostro giardino. Intanto che stavamo discutendo ed analizzando la situazione, Kimè, il maschio nero e bianco che vive con noi dalla parte della casa, venne a sedersi là con noi e ci guardava incuriosito, come stesse decifrando le nostre valutazioni. Dopo alcuni minuti, lasciammo quel luogo e ritornammo in casa. La sera, prima di sederci a tavola, notammo che il cane si era coricato con il muso vicino ad un di quei mucchi di terra, la sera prima di andarci a coricare, lo trovammo ancora là immobile, sempre con lo sguardo rivolto nella stessa direzione. La mattina seguente trovammo l'unica talpa, artefice di tutto il disagio, morta davanti la nostra porta d'ingresso e lui, là vicino che guardava ripetutamente lei e noi. E' possibile che sia tutta una coincidenza, che il cane non abbia capito nulla di cosa ci dicevamo, etc.. Sicuramente sarà  solo l'amore che proviamo per lui che ci porta ad attribuirgli capacità  di apprendere, superiori alla media ma comunque il problema era risolto e non avemmo più talpe da allora. Ci siamo chiesti molte volte perché non l'avesse catturata nei due giorni seguenti alla nostra riunione sul luogo, perché l'abbia portata davanti alla nostra porta d'ingresso e perché al nostro giungere, stesse là a guardare, noi e la talpa ripetutamente come per esprimere qualcosa in merito a ciò che avevamo davanti. Voglio aggiungere che kimè accetta qualsiasi animale piccolo che gli introduca nel giardino e gli lo si presenti, gatti compresi e stermini tutto, compreso uccelli e scoiattoli che ne facciano ingresso senza il nostro consenso, questo da sempre e costantemente.

 

9) UNGHERIA - Prova di coraggio.

In uno dei miei viaggi alla ricerca di veri Pastori dell'Asia Centrale da lavoro, feci visita ad un allevatore, famoso in Ungheria per essere un po' pazzo ma anche per allevare, da molti anni questa razza ed avere molti soggetti sempre disponibili alla vendita. Essendo molto scomodo da Budapest, non è molto conosciuto dai normali allevatori europei, anche se in effetti ha venduto cani, a tutti coloro che oggi vincono ancora oggi sui ring italiani ed internazionali. Sinceramente andai credendo di trovare qualcosa di meglio, sotto il profilo caratteriale visto che prima di dedicarsi solo più alle esposizioni, teneva alcune linee da lavoro valide, di cui ho posseduto soggetti discreti. Ormai abituato a persone che gli chiedono solo più per cani di qualità  morfologica e non caratteriale, si indispettì molto, quando li chiesi di poter testare il carattere dei suoi cani e di propormi solo soggetti che riteneva molto forti. Anche lui, ormai, come molti allevatori moderni, parla fino alla nausea, di proporzioni, angolature, stop, peso, altezza al garrese etc.. Quindi i suoi argomenti, non erano i miei e quindi io venni al sodo dicendogli che io, oltre ad i cuccioli, volevo acquistare da lui un soggetto adulto, di almeno 3/3 anni, già  pronto per il lavoro e la riproduzione. Ero partito con il mio fuori strada attrezzato per portarmi a casa un cani di un certo temperamento, quindi con catene di sicurezza per farlo scendere a sporcare e farlo risalire, in massima sicurezza. Lui si trovò molto spiazzato da questa mia richiesta, in quanto non aveva il soggetto che cercavo e controbatté, con fare spavaldo, dicendo alla mia traduttrice: dica al suo cliente che per comprare, da me, un cane con le palle (e fece volgarmente il segno davanti alla ragazza), prima ci vogliono i soldi e poi le palle, dure come il cane che gli vendo! Io avevo parecchi contanti con me che tenevo in un marsupio legato in vita e glieli mostrai e dissi alla traduttrice di chiedere, al tipo, come potevo superare la seconda prova. Ci fu un po' di dialogo con parecchie esclamazioni da parte della ragazza e poi mi tradusse che lui aveva un grande recinto dove teneva un elevato numero di Pastori dell'Asia Centrale e di Caucaso, tutti insieme, maschi e femmine, sotto l'autorità  di un anziano Pastore dell'Asia Centrale che aveva un ottimo rapporto con lui. Lui, praticamente, metteva da anni i suoi avanzi di cucciolata, e loro crescendo trovavano la propria posizione gerarchica. Credo ci fossero una trentina di cani adulti, maschi e femmine di tutte le età . Quindi, se io volevo un cane forte, dovevo dimostrare di essere forte anch'io ed entrare, con lui, in quel recinto. Io non sono solito a fare bravate e l'esperienza mi ha insegnato ad usare sempre la massima prudenza né non mi interessava dimostrare a lui il mio coraggio ma, in quella occasione, forse perché mi infastidì quel suo fare baldanzoso, accettai. Non so ancora bene oggi, il perché. L'interprete mi pregò di non farlo, il mio amico esternò il suo disappunto ma io, nonostante provassi paura, fui spinto a farlo. Chiesi prima di conoscere questo cane anziano che era il capo branco e lo invitai a farlo uscire. Lui entrò nel recinto, alcuni cani, per gelosia, iniziarono ad attaccarsi fra di loro e sottomettersi l'un l'altro ed il capo branco, un Asia Centrale di media statura, gli venne incontro. Lui fece una carezza al cane per la pelle della collottola e lo trascinò fuori vicino a noi, senza guinzaglio, collare o altra precauzione. L'interprete fece un sobbalzo e si riparò dietro il mio amico, al quale non manca la stazza della guardia del corpo ed io rimasi atterrito dall'incoscienza di questo allevatore. Il cane non ci considerò nemmeno e il tipo disse alla traduttrice che, nessuno dei cani del recinto, si sarebbero permessi di attaccarmi, senza il consenso del loro capo branco e quindi non ci sarebbero stati problemi, io avrei dunque dovuto entrare con lui e dimostrare di non aver paura di quei trenta cani, visto che lui mi garantiva l'assoluta assenza di pericolo. Ormai avevo detto di si, anche perché non avevo ancora assistito alla scena che era prossima a venire. Quando lui fece per rimettere il cane nel recinto, vidi una scena, mai vista in tutta la mia vita, il cane ebbe un attimo di esitazione ma poi entrò, almeno dieci di quei soggetti adulti, credo in prevalenza maschi, rizzarono il pelo e si avvicinarono al soggetto anziano ringhiando in modo agghiacciante e mostrando i loro denti, il capo branco non ebbe cedimento, rimase immobile ed iniziò a ringhiare anche lui, credetemi, il terreno vibrava e nessuno di noi emetteva respiri. Dopo circa dieci secondi di quel rituale tutti i soggetti ostili si girarono su se stessi e ritornarono accucciati nella loro postazione ed alcuni cuccioloni corsero a leccare, vicino alla bocca il cane anziano, che anche lui si sdraio in disparte. In quel momento, l'allevatore, credo si aspettasse che io cedessi ed io in effetti l'avrei fatto volentieri ma scaturì in me la voglia di questa nuova esperienza, forse dettata dalla grande passione che ho per questi cani. Avevo paura ma mi sarebbe dispiaciuto molto tornare a casa, senza quella sensazione. Inspirai e feci un segno verticale con la testa all'allevatore, come per dare il mio consenso ad entrare, lui mi mise un braccio sulla spalla ed io pensai di avvolgere, la sua cintola, con il mio e in abbraccio da fidanzati, entrammo nel cortile della morte. In effetti, io pensai, forse invano, che mettendo il mio braccio in quella posizione avrei potuto, al minimo cenno di tensione, ribaltare lui, in pasto ad i cani e saltare come un grillo la staccionata! I trenta cani ci vennero in contro, qualcuno si azzuffò nuovamente, altri iniziarono a ringhiarmi, incerti, guardando lui ed il capo branco, ma nessuno si avvicinò a più di un metro, tranne una femmina di Caucaso che mi spinse il suo muso fra le natiche, ma non mi fece nulla, tranne spingermi. Io cercai di mantenere la calma che non avevo, mi imposi di respirare profondamente e di apparire rilassato, la tensione era altissima ma nulla capitò, diversamente non sarei qui a scrivere questo episodio. La mia paura più grande fu, innanzitutto, vedere che il cane anziano era sa , ancora il capo, ma tutto poteva crollare da un momento all'altro e se fosse avvenuto in quel momento di massima tensione, sarebbero stati seri guai per me e forse anche per lui, che l'avrei spinto, nel tentativo di salvarmi. In effetti quella prova di coraggio non mi servì poi nulla, al fine di accaparrarmi un forte soggetto, in quanto il cane poi lui mi propose, subito dopo lo show, era in effetti molto aggressivo ma completamente selvatico, apparentemente anche pauroso e poco equilibrato, si lasciava avvicinare a stento anche da lui che ne era il proprio, quindi non lo acquistai. Presi invece alcuni cuccioloni, da i quali, tranne uno, non ebbi poi risultati soddisfacenti, salute compresa.

 

8) CANI POTENTI - Solo in fotografia!

Nella stessa occasione, feci anche visita ad un altro allevatore ungherese storico, molto conosciuto per i risultati ottenuti in esposizione e dal quale alcuni allevatori italiani, acquistano tutt'ora cuccioli, per avviare alla carriera dei concorsi di bellezza. Quello che mi spinse, però, a visitarlo erano state alcune fotografie mostratemi da appassionati dalla razza che raffiguravano cani dall'aspetto fiero ed imponente oltre all'informazione che avevano un soggetto molto forte da vendere. Qualcuno, che li aveva visti dal vero, me ne aveva parlato, di uno in particolare, come un vero gladiatore ed io, nonostante non mi interessino cani di quella stazza, ero molto curioso di valutarne e possibilmente di testarne il carattere. Quando arrivammo in quell'allevamento, i cani si trovavano in una lunga fila di piccoli box con pavimento in cemento e già  là provai molta pena per loro, più o meno autentici che fossero, chissà  il desiderio che avrebbero avuto di scavarsi magari una buca, vista la noia, e di coricarvisi dentro per trovare conforto alla loro postura. Ogni box, era in parte coperto da una piccola tettoia, secondo me, insufficiente a ripararli dai caldi afosi che fa in Ungheria ed in alcuni di essi c'era più di un soggetto. Ricordo che entrai in quel cortile e tranne il maschio in vendita, che abbaiò al vedere gli estranei, i cani dimostravano totale disinteresse, a cosa stesse succedendo fuori del loro box, cosa già  molto strana per un autentico Pastore dell'Asia Centrale e la maggior parte di loro, manco si alzò al nostro ingresso. Passai, lungo quel corridoio, per dirigermi verso l'abbaiatore solitario, provai a dare alcuni colpetti sulle varie porticine e nessuno fece un cenno di disappunto, anzi, qualcuno si diresse addirittura alla cuccia, per sdraiarsi nuovamente. Appresi solo in quell'istante che, il cane in vendita, era marcatamente enognato e quindi privo di ogni mio interesse, non capii, inoltre, se il suo latrare esasperato fosse per territorialità  o per altri disturbi psicologici. Mi diressi anche verso il "gladiatore" in fotografia, in quell'occasione con fare molto più modesto, provai a stimolagli un reazione, ma nulla accadde. Questo racconto, per dirvi che bisogna sempre fare molta attenzione a valutare un cane, dalla fierezza che dimostra in fotografia, in quanto è sufficiente porgli, davanti, un maschio più giovane o anche una femmina in calore, per ottenere aspetti di totale dominanza ed eleganza, anche al soggetto più pauroso e sottomesso che, non appena vedesse un estraneo ad entrare in una proprietà , scapperebbe lontano cento metri!

 

7) "KIME'" - Il protettore dei bambini.

Sarebbe troppo lungo raccontarvi come arrivò, a casa mia, questo maschio di 3 anni, 83 cm al garrese, agile come una gazzella e furbo come una volte, otre ad essere l'anti-estraneo per antonomasia. Vi posso solo dire che, quando me lo caricarono in macchina, gli legarono 3 corde al collo, una servì per trascinarlo nel baule del mio fuoristrada, le altre due, tenute ai due venti da altrettante persone, per mantenerlo immobile ed innocuo durante il trasferimento. Arrivato a casa, commisi la leggerezza di liberarlo nel cortile, salendo sul tetto della macchina per aprire il portellone del fuoristrada. Bene, rimasi ci rimasi poi per alcune ore, con lui che mi circondava come uno squalo, finché non si allontanò per scrutare altre cose nel giardino! Non restammo i suoi ostaggi, per circa una settimana, solo perché disponiamo di una casa con una porta d'uscita sul retro e gli cedemmo il giardino, poi con prelibati bocconcini ce lo facemmo amico dalle finestre. Oggi, non solo è la nostra guardia del corpo e viviamo con il terrore che un giorno possa andarsene, ma lo consideriamo il più sincero compagno di gioco che abbiano le nostre figlie! Erano circa 6 mesi che l'avevo adottato, il rapporto migliore lo aveva instaurato subito con la mia figlia minore, alla quale riservava ogni tipo affettuosità , la seguiva ovunque, se lei si fermava, lui si sedeva e le dava la zampa, andava ad aspettarla quando arrivava dall'asilo, etc.. Accettò benissimo anche l'altra mia figlia e mia moglie, in poco tempo, solo con me si dimostrò diffidente per altri due anni, sarà  perché toccò sempre al sottoscritto fargli accettare ogni cosa a lui poco gradita, tipo i vaccini, trasferimenti, etc.. Credo fosse inizio primavera e possedevo ancora alcuni cavalli, recandomi a svuotare il letame sul bordo di una mia proprietà , ebbi il piacere di vedere alcuni piccoli cinghiali che rovistavano nei pressi della letamaia. La prima cosa che pensai, fu correre da mia figlia più piccola, per portarla a vedere quei cuccioli di cinghiale. In famiglia siamo tutti ammalati per gli animali di ogni tipo e sapevo che le avrei fatto un regalo di ineguagliabile bellezza. Quando entrai nel mio cortile, antistante alla scuderia, il maschio non c'era, quindi non poté vedermi né tanto meno riconoscermi, io mi diressi rapidamente in casa e senza troppe spiegazioni presi mia figlia di 5 anni in braccio e corsi fuori. Mia figlia si stupì di questa mia azione, dimostrò inquietudine mista a curiosità  ed iniziò esclamazioni di eccitazione. Alla mia uscita, di corsa, con la bimba in braccio, c'era già  il maschio in cortile, di 83 centimetri, che mi aspettava a pochi metri dalla porta. La prima cosa che fece, mi fisso immobile e mi ringhio prepotentemente. Io mi fermai di botto, lui mi venne in contro, io d'istinto posai la bambina in quanto capii palesemente che lui voleva questo. La sua espressione, fu cosà esplicita che chiunque, anche un profano, l'avrebbe intuito. Io posai mia figlia in terra, lui si avvicinò a lei, scodinzolando, la leccò in viso, si sedette accanto e rivolgendosi a me, mi ringhiò nuovamente. Io d'istinto mi voltai ed entrai in casa e la cosa più incredibile fu vedere mia figlia che, non solo non era spaventata dell'accaduto, ma si sentiva rassicurata da questa dimostrazione d'affetto e protezione che aveva ricevuto dal suo compagno di gioco. Riuscii dopo un minuto e lui mi venne incontro e come di suo solito, si sedette di fronte a me e mi porse la zampa. Era tutto finito. Sono ormai più di mille, le dimostrazioni d'affetto e protezione che questo cane ha già  dato spontaneamente, senza alcun addestramento, a tutti noi, specialmente alle mie bambine. Ogni inverno, loro costruiscono un pupazzo di neve e se noi, non lo distruggiamo alla sua insaputa, lui sta là vicino, giorno e notte, sino allo scioglimento totale. Se lasciano una bambola in cortile, noi non vedendo più il cane, andiamo a cercarlo e lo troviamo coricato vicino. Stessa cosa, se io lascio un attrezzo da lavoro, appoggiato alla recinzione, una mia giacca appesa all'albero, etc.. Quella è casa nostra e tutto gli appartiene.

 

6) "OGAN" - E lo sventurato addestratore.

Era circa un anno che avevo acquistato un cane molto potente e mi ero innamorato di lui, vedendo quanta riluttanza mi dimostrava, quando mi avvicinavo alla sua gabbia. Nonostante si presentasse con gli occhi infuocati dalla rabbia, ogni volta che qualcuno si avvicinasse al suo box, avevo capito che saremmo riuscita a diventare buoni amici e lui, forse, un buon cane da guardia. In effetti diventò poi un gran cane da difesa, ma non un eccellente guardiano, era molto forte e si sentiva troppo sicuro di se, (caratteristica non sempre idonea, per un eccellente cane da guardia), quindi tendeva spesso ad intervenire duramente solo se si sentiva provocato direttamente e non con chi subdolamente tentava di convincerlo con le buone, per entrare nella proprietà . Quell'incauto acquisto mi insegnò una cosa importante: non è sufficiente vedere un cane forte e coraggioso, in una gabbia, per ritenerlo un buon guardiano della proprietà . Comunque, tornando alla storia, tramite una persona che fece visita al mio allevamento, entrai in contatto con un addestratore, sedicente specializzato in cani aggressivi, che mi propose di valutare la potenza e coraggio dei miei cani. La mia esperienza non era ancora quella di oggi ed accettai, anch'io incuriosito, nonostante non fossi mai stato d'accordo a far mordere i miei cani da guardia su maniche, giubbotti, tute integrali, etc.. Ritengo che, non solo siano inutili per il buon cane nato da guardia ma che possano costituire un serio rischio per il soggetto: credo che, quando il cane ritenga indispensabile mordere il nemico, debba trovare, come accade in natura, la carne vera fra i suoi denti e le urla della preda ferita e non sostanze impenetrabili con i suoi denti e la calma di chi sa che non ne porterà  le conseguenze. Questo addestratore venne a casa mia, provò prima ad intimorirmi i cani con una pistola scacciacani, molto potente, in effetti qualcuno se la diede a gambe dopo alcuni spari, KIME' sopportò ben sette spari frontali e ad ogni sparo aumentò la sua aggressività  d'attacco. Oggi, non farei più nulla di tutto ciò ma allora dovevo ancora dimostrare, più a me stesso che agli altri, la qualità  dei cani che stavo selezionando. Poi decidemmo di valutare il comportamento dei cani, vicino al padrone, sotto minaccia. L'addestratore mi fece legare Ogan ad una potente catena fissata al muro, io feci indossare una pettorina di sicurezza al mio cane oltre ad un collare di sicurezza e lui si bardò con un apposito giubbotto e pantaloni tipo antimorso. Mi disse di stare al fianco del mio cane e si avvicinò prepotentemente. La prima cosa che fece il cane, morsicò l'estremità  della manica protettiva e subito la lasciò andare, visto che si trovava alla fine della catena. Forse, l'addestratore pensò, ingenuamente, che il cane sapesse solo fare scena e non mordere effettivamente, tant'è che riprovò una seconda volta con molta più decisione. In meno di un secondo, vidi un'incredibile reazione: il cane fece la finta di mordere nuovamente all'estremità  della manica, poi lasciò di colpo, con un agilissimo colpo di reni, lo afferrò alla spalla tirandolo verso di se.. Io mi trovai, in un batter d'occhio, addestratore in completa balia del cane, fra le mie gambe. Grazie alla mia calma, che spesso riesco a mantenere anche nei momenti più difficili, abbracciai il cane al collo, urlando NO! E con un calcio, spinsi via lo sventurato. Il cane non ebbe la minima reazione contro di me che lo stavo per strangolare, si alzò e mi venne incontro affettuosamente. Nella mia vita avevo letto spesso, nei libri d'avventura, la frase, sbiancò e gli tremarono le gambe, bene, quel giorno, vidi realmente la reazione che può avere un uomo quando crede sia giunta la fine! La prova fini là . Oggi questo cane non è più con noi, prima uno strano morbo e poi alcuni tumori, mi costrinsero, dopo molte costose terapie a scegliere l'eutanasia, per non togliergli anche la dignità  del cane che fu. Amai molto questo cane e piansi disperato il giorno che tornai dalla clinica, solo più con il suo collare, guinzaglio e museruola. Chi me lo cedette allora, mi motivò la decisione di venderlo, in quanto aveva un'evidente prognatura non idonea alle esposizioni ed io lo acquistai in quanto, pur essendo molto massiccio, dimostrava un'agilità  impareggiabile. Non so se l'allevatore, avendolo già  utilizzato per altre monte, fosse a conoscenza, o meno, di alcune gravi tare che trasmetteva nella riproduzione, le quali mi crearono non pochi problemi con alcuni soggetti, io lo acquistai in buona fede e lo amai comunque sino agli ultimi istanti della sua vita.

 

5) "KIME'" - La calma è la virtù dei forti.

Ero reduce dell'esperienza di Ogan e non volevo più fare alcun test sui miei cani ma, una coppia di ragazzi a cui avevo venduto una femmina cucciola, mi presentarono un nuovo addestratore. Capii subito che si trattava di persona con ben altra esperienza ed accettai di testare nuovamente i miei soggetti. Questo professionista, sotto il mio suggerimento ed i racconti delle passate esperienze, non indosso più un giubbotto intero, bensì una particolare manica da addestramento. Si tratta di un ragazzo molto valido con i cani, di grande esperienza e coraggio. Anche con lui vale la costante che io applico con i miei cani: spesso, il vino buona sta nella botte piccola! Infatti in poco più di un metro e sessanta, questo ormai mio amico e collaboratore di fiducia, possiede una grinta, difficilmente riscontrabile in giganti di due metri. La sua grinta fu tale, anche allora, che, oltre alla neutralizzazione facile ed immediata di una femmina ucraina, grande ringhiatrice di grossa taglia, che avevo acquistato dallo stesso allevatore di Ogan, mise in grande difficoltà  anche Burka che dopo aver morsicato violentemente, più volte la manica e notando la sua impotenza contro tale materiale ben diverso dalla carne, diede evidenti cenni di arresa, in quanto pensò di trovarsi di fronte un essere sovrannaturale contro il quale nulla potevano i suoi denti: ecco perché non sono d'accordo a questi esperimenti, il cane che nasce convinto del proprio morso, non và  ingannato con artifizi, pena la rovina del cane, se non possiede un carattere come Burka, che il giorno dopo era più determinata di prima! Arrivò il turno di KIME' e poiché ne aveva già  intuite le caratteristiche di grande spessore, me lo fece legare alla catena e non volle che gli stessi vicino in un momento di tale aggressività . Ci spostammo e lasciammo soli, lui ed il cane. Mentre la precedente reazione di Ogan, fu di estrema potenza, quella di Kimè fu di strabiliante calma e sicurezza: Incredibile ma vero, si sedette, sfidando l'aggressore con lo sguardo lo aspettò, aprì le fauci, afferro la manica e non si preoccupò più nulla, resto immobile e seduto senza scomporsi. L'addestratore racconta ancora oggi di aver sentito un morso gradatamente progressivo fino alla presa totale ed inamovibile. Provò in tutti i modi ad estratte la manica dalla bocca del cane ma non ebbe successo, fino a che non estrasse il braccio lasciando la manica nella bocca fra i denti del cane. In completa calma, il cane si voltò, si mise a sedere in un angolo e mi guardò. Io mi avvicinai lui mi diede il suo trofeo e si mise accucciato come nulla fosse accaduto: quella manica era ormai che apparteneva a noi e non più all'aggressore. Questa dimostrazione di estremo coraggio e sicurezza è ciò che mi ha fatto guadagnare la stima di questo addestratore che mi manda, tutt'oggi, i suoi clienti quando cercano un vero cane da guardia, al di la delle chiacchiere d'osteria. Questo cane, che vive nel mio giardino, ha una tale freddezza nell'azione, che lo rende temibile, a prima vista, da ogni intenditore, purtroppo sta invecchiando, mia moglie e le mie figlie, vivono con il terrore che un giorno ci lasci, ed a me non resta che confidare nei suoi figli!! Posseggo ed ho testato molti cani da guardia nella mia vita, ma lui è di più.

 

4) "GRANDE CANE“ - Dentro la carriola!

 Questa storia, ve la racconto, perché è spesso fonte di nostre risate in famiglia. Alcuni anni, fa appresi che un allevatore possedeva molti soggetti di Pastore dell'Asia Centrale e che spendeva molto per accaparrarsi le migliori linee di sangue provenienti dai paesi dell'Est. Nomi affascinanti, storici, figli dei più pluri-titolati del mondo, a detta sua cani di grande carattere. Dopo alcuni contatti telefonici, partimmo io ed il mio amico e ci recammo in visione di questi soggetti. Dopo molte battaglie con i cani, normalmente mi accorgo, già  a molti metri di distanza, della loro consistenza caratteriale e capii subito che avevamo fatto un viaggio inutile. Comunque l'ospitalità  e la simpatia della persona ci convinse a restare e proseguimmo il soggiorno. Fu già  molto significante, una femmina con i cuccioli di 40 giorni che, liberata improvvisamente con il nostro completo terrore, si avviò verso di noi e ci accolse meglio che il suo padrone. Lei girava fra di noi scodinzolando, noi sconosciuti, le toccavamo i cuccioli e già  là di carattere e territorialità  del Pastore dell'Asia Centrale autentico non si vedevano tracce. Ma il bello aveva ancora da venire. Poiché avevo la richiesta di un cliente, che cercava un cane già  adulto pronto alla guardia, domandai all'allevatore se non ci fosse stato un soggetto che avesse potuto soddisfare le sue esigenze. L'allevatore non esitò ad estrarre, da un recinto, un massiccio maschio scuro e mi assicurò le sue indiscusse qualità. A dire il vero, non ero della stessa opinione, ma per correttezza volli testare il carattere del cane. Non feci nulla, il cane era al guinzaglio vicino al padrone ed io semplicemente mi avvicinai con fare minaccioso, fissandolo negli occhi. La prima reazione del cane, fu alzarsi ed abbracciarlo girando la testa per non vedermi. Dopo un primo momento d'imbarazzo, l'allevatore mi disse: riprova ed al mio secondo tentativo, vedi una scena veramente pazzesca, il cane terrorizzato, per scappare non trovò altra soluzione che saltare in una grande cariola che c'era là vicino, e data la sua mole, per poco non si trascinava dietro pure il padrone. Rimasi basito, nel sentirmi affermare dal suo padrone: Oggi ha fatto cosà , comunque credimi ROMANO, questo è un grande cane, il tuo cliente sarà  sicuramente soddisfatto! In quell'occasione capii una cosa: purtroppo l'ambizione di molti allevatori, porta loro, spesso a sognare, purché trattino bene le sue bestiole, è lodevole anche questo!

 

3) OMOGENEITA' caratteriale.

Ebbi un'altra esperienza simile con un altro allevatore dove avevo già  acquistato un cane. Alcuni asseriscono che, le loro fattrici ed i loro stalloni, sono capaci di riprodurre caratteristiche omogenee nei loro cani, sia sotto il profilo morfologico che caratteriale. Sotto il profilo caratteriale vi assicuro che non è possibile, ciò non avviene mai in natura, nemmeno negli umani, basti vedere quante famiglie hanno più figli con caratteristiche molto diverse, forse correggibili in futuro, con un' educazione omogenea, ma non modificabili nella sua natura. Sotto il profilo morfologico è possibile, ma in questo caso non possiamo più parlare di autentico Pastore dell'Asia Centrale, selezionato per millenni unicamente per le sue attitudini al lavoro. Tale convinzione, è cosà forte in certi soggetti, tanto da convincere anche allevatori di lodevole esperienza come questo da cui avevo acquistato già  un soggetto. Questa persona aveva acquistato una femmina, figlia del meglio dei migliori cani russi, e poiché la convinzione era di trovarsi poi, con una super-fattrice, conoscendo la mia tendenza a valutare i cani sotto il profilo caratteriale, mi invitò a testargliela. La femmina aveva pressappoco 2 anni ed in effetti abbaiava all'estraneo quando arrivava in cortile, era legata ad una lunga catena e faceva la sua figura, specialmente per la sua possanza fisica. Anche in quell'occasione, io non feci altro che fermarmi, a circa cinque metri da lei e guardarla negli occhi, immobile. La femmina appena capì la mia minaccia, non solo passò da un abbaio prepotente ad uno di pietà , ma scappò dal lato opposto, tanto che gli consentiva la catena di allontanarsi il più possibile da me. La cosa più straziante però, fu vederla ad evacuare immediatamente notevoli quantità  di diarrea, nonostante io non mi fossi ancora mosso dal posto. Ovviamente questo allevatore, di altra esperienza, ammise subito il suo incauto acquisto e credo (spero!) non abbia fatto cucciolate con quel soggetto. Anche questo episodio, mi insegnò qualcosa: mai essere troppo convinti della validità  dei propri cani, specialmente sulle femmine: l'apparente aggressività , la stazza, non significano nulla nella difesa reale del territorio. Solo chi ama le leggende, può credere alle storie sulle linee di sangue che molti allevatori raccontano con convinzione. Qualsiasi cane va testato da cucciolo e seguito, con ispezione ed umiltà , nella crescita, solo cosà si possono ottenere risultati soddisfacenti nella media.

 

2) "BURKA “ - Fedeltà  senza limiti.

Burka è una femmina che ho da alcuni anni, nata da una monta che fece un mio maschio, figlio di ARA. Questa femmina convive a protezione della nostra casa con KIME' con cui hanno ormai raggiunto una sintonia per la guardia, oserei dire perfetta. E' la migliore femmina da guardia che abbia mai conosciuto, fra tutti i Pastori dell'Asia Centrale, visti fino ad oggi, ed è in grado di trasmettere ai suoi cuccioli molti delle sue doti. Nessuno direbbe, vedendola alla recinzione contro gli estranei che lei sappia essere cosà dolce, tanto da voler addirittura venire in braccio di mia moglie, ogni volta che risiede sulla sdraio in giardino o ballare, in piedi, il valzer con le mie figlie. Lo scorso autunno, era in attesa di una cucciolata e noi eravamo ancora in possesso di una bassotta molto prepotente, con i cani, arrivata prima di lei e quindi con il coraggio di comportarsi da dominante su un cane dieci volte più grande, tipico dei bassotti. Da parecchio tempo, quando arrivavano estranei, noi chiudevamo Burka e quando lei abbaiava agli ospiti, la bassotta correva dal serraglio e la sfidava cercando di azzannarle le zampe. In più la bassotta era sempre in casa a giocare le mie figlie, veniva spesso con noi in macchina, quando andava in calore, segnava il territorio in giardino e voleva uscire per farsi coprire da KIME', almeno venti volte più grande! Un sabato pomeriggio, le mie figlie lasciarono la porta aperta di casa e la bassotta non aspettò altro per uscire e si scontro con la sua rivale. Io non conosco l'esatta dinamica dell'accaduto, in quanto sentii mia moglie e le figlie a strillare, mi precipitai nel cortile e vedi la bassotta che strillava fra le fauci di Burka. Mi misi ad urlare un secco NO! ..e Burka lasciò immediatamente la bassotta sanguinante e mi guardò scodinzolandomi, quasi per assicurarsi che non ero arrabbiato con lei. Mi moglie si precipitò a prendere la bassotta ma, probabilmente per il dolore e spavento subito, la cagnolina si rigirò su mia moglie azzannandola un dito, mia moglie urlò e la rilasciò. Burka vide questo gesto e ripartì come un Kamikaze, riprese la bassotta e cercò di scappare, credo per finirla. Io vidi le mie figlie urlare, mia moglie disperata e senza pensarci troppo, mi avventai su Burka, per salvare il salvabile. Prima iniziai con urlarle nuovamente no, ma non fu sufficiente ormai aveva preso la sua decisione sulla piccola rivale. Sono tutt'ora molto pentito di aver dovuto darle molti pugni e calci per dissuaderla dalla preda. Solo dopo, a mente fredda, realizzai l'accaduto, Burka prese tutte queste botte e non provò mai, neanche per un istante, a rigirarsi contro di me. Fortunatamente salvammo la bassotta e Burka dopo meno di un minuto, mi leccava le mani scodinzolando, come niente fosse accaduto, quasi come per chiedermi scusa. Io la accarezzai calorosamente, ancora oggi sono pentito di questa mia inevitabile reazione e vorrei tanto farle capire le MIE scuse.

 

1) "ARA" - Una femmina, nata per essere un capo.

Mi ero appena avvicinato a questa razza ed avevo acquistato il mio primo maschio, da circa 6 mesi, un soggetto di 2 anni, molto prepotente con i cani, molto attento e guardiano sull'estraneo ma senza il carattere che volevo esattamente. Era un po' che cercavo una femmina, per provare una cucciolata, ma la disponibilità  di questi cani, in Italia, era ancora molto limitata ed avevo incaricato un importatore di procurarmene una già  adulta, in quanto la voglia di studiare il carattere di questi cuccioli era tanta e non intendevo aspettare la crescita di una molto giovane. Un giorno ricevetti una telefonata e fui informato che la femmina era arrivata, aveva circa 3 anni, era molto deperita fisicamente, ma avrei dovuto comunque pagarla cara, in quanto era una buona fattrice ed aveva un pedigree di tutto rispetto. Io accettai senza vederla, in quanto volevo quei cuccioli al più presto possibile. Il giorno che mi fu consegnata, ero con mia moglie, ci guardammo e restammo senza parole. Questa persona, estrasse una carcassa di cane, alta oltre 70 cm, da un trasportino di misura media dove lei era arrotolata, poverina, si reggeva appena in piedi, era magra all'invero simile, la coda pressata sul posteriore, l'espressione del terrore nel muso. Io avevo preparato i miei soldi contanti, mettendoli nella tasca posteriore dei miei pantaloni, non mi aspettavo un gran cane, ma non avrei mai immaginato di dover acquistare un cadavere. Estrassi i biglietti, diedi rapidamente la cifra al quel tipo, e non volli senza sentire nemmeno una parola dei motivi per i quali la femmina si trovasse in quelle condizioni. Appena fummo soli la introdussi nel cortile e poiché non avevo esperienza con questa razza, lasciai che incontrasse il maschio, iniziò subito un cruento combattimento che mi lasciò sbalordito. Il maschio, probabilmente, aveva subito capito, da cane, che si trattava di un soggetto molto dominante e cercò immediatamente di sottometterla, sferrandogli un potente attacco, che lei con l'esperienza di un veterano combattente, evitò con eleganza, nonostante le sue condizioni fisiche penose. Si immobilizzò seguendo il suo avversario solo con lo spostamento degl'occhi trasformando, in un istante, il suo atteggiamento schivo e pauroso in uno sguardo di terrificante e con una tipologia di ringhio, mai sentita fino allora, convinse il maschio ad andarsene. Il mio pentimento di aver ritirato una femmina in quelle condizioni disastrate, si trasformò subito in curiosità  di come avrei fatto ad instaurare un buon rapporto con quello strano animale. Per me fu molto facile, lei si comportò come un lupo selvatico per alcuni giorni finché non si lasciò poi avvicinare ed accarezzare, ero molto preoccupato, in quanto, qualsiasi cibo io le proponessi, nonostante non mangiasse da giorni, lo rifiutava senza sorta di convinzione. Ricordo che passai una settimana, con la tasca piena di crocchette e ogni ora, l'avvicinavo con cautela, l'accarezzavo per dieci minuti e lei, ancora impaurita, senza darmi il minimo segno di affetto, iniziò poi a mangiare una crocchetta o due al giorno e continuò cosà per circa altri 10 giorni, lasciandomi ormai convinto che non si sarebbe ripresa dalla sua depressione fisica e psicologica: altro che utilizzarla come fattrice!!! Il maschio la ignorava completamente, lei se ne stava al fondo del cortile e mi accorgevo solo dei suoi spostamenti notturni. Avevo ancora una femmina di Rottweiler, cosà grande e massiccia che tutti la scambiavano per un maschio, era figlia di un gigante, credo il Rottweiler più grande, mai esistito. Con l'uomo era molto buona, ottima da difesa personale ma completamente nulla per la guardia: chiunque era il benvenuto! Con i cani che, non conosceva, era però cattivissima, attaccava sia maschi che femmine in ogni luogo si trovassero. Però, poiché sarebbe dovuta diventare la compagna della nuova arrivata, visto il primo impatto ed anche per la mia giovane esperienza con il Pastore dell'Asia Centrale, pensai che sarebbe stato meglio si fossero messe d'accordo subito, prima che la nuova ospite, avesse preso troppa sicurezza e padronanza del territorio. Sento ancora oggi, lo stesso senso di angoscia, che provai quando vidi la Rottweiler, rizzare il pelo e caricare la nuova arrivata, da sempre, ancora coricata in fondo al cortile. Mi ricordo chiusi gli occhi per non vedere, profondamente pentito della mia stupida decisione, ma quando li aprii mi resi conto di una situazione inverosimile: la femmina di Pastore dell'Asia Centrale non si era minimamente mossa dalla sua posizione di terra, mostrava semplicemente i denti con quel particolare ringhio, simile ad un ruggito e la grossa Rottweiler, circa il doppio in muscoli, ritornarsene in dietro, con la coda bassa, come niente fosse successo e si trattasse semplicemente di un brutto sogno, andandosi a coricare, alla parte opposta del cortile. Arrivò sera ed io portai un pezzo di carne alla nuova arrivata ed un altro alla Rottweiler, che stava dalla parte opposta del cortile. All'indomani mattina, trovai la femmina di Pastore dell'Asia Centrale che si era spostata circa dieci metri dalla Rottweiler portando con se la carne che non aveva mangiato e la poverina non il cibo a davanti al naso senza il coraggio di mangiarselo, se la Rottweiler accennava a muoversi, la nuova arrivata emetteva un ringhio capace di impietrire la compagna. Provai a lasciare quella situazione per due giorni, capisco non sia facile credere, ma la situazione non cambiò, la rottweiler non osò mai mangiare quella carne, pur considerando che era un cane cosà famelico da saltarci spesso sul tavolo quando d'estate cenavamo in cortile, né tanto pensò meno lasciare quella postazione, infatti continuavano ad aumentare il numero di escrementi nel raggio di un metro di dove era stata bloccata. Successivamente questa femmina si ambientò, iniziò ad essere molto affettuosa con noi, io affidai la Rottweiler ad un amico che ne aveva altri che vivevano in grande giardino e lei diventò, dopo un po' di scontri, la compagna indomata, del maschio che possedevo da alcuni mesi. Mi fece 2 cucciolate di 15 soggetti con maschi potentissimi che utilizzo tutt'oggi come riproduttori, dolci come barboncini in famiglia e completamente inavvicinabili da estranei. Lei non fu mai una grande femmina da guardia, e cosà furono molte delle sue figlie, essendo molto lipoide anche nel comportamento, ebbe sempre la tendenza ad abbaiare ed allontanarsi dall'uomo, ma fu il capo indiscusso di tutti i cani che ebbi, il più temibile di tutti i cani mai visti fino ad ora. Vidi molti maschi, in questi anni di prove, anche di grande mole e dominanza, a cercar di saltare rapidamente alte staccionate, pur di liberarsene, nonostante lei fosse in calore e loro inizialmente molto interessati alla monta. Ho avuto per anni un maschio ucraino di grandissima potenza, ..ma bastava solo un suo sguardo, per bloccarlo e non lasciarlo avvicinare, anche nel periodo del calore. Lei volle solo il primo maschio, che, forse, lo considerò il suo compagno a vita, per gli altri non fu mai possibile avvicinarla. Oggi è anziana ed ha accettato un compagno giovane, (mica scema!), uguale a lei di colore e genealogia, un cucciolone proveniente da veri cani da lupi, suo padre è considerato dai pastori, uno dei più forti cani, mai esistiti. Lo tratta come un figlio, lo lascia fare e a volte ci gioca pure, chissà ? ..non è mai troppo tardi!!

 

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