IL CANE PASTORE TURKMENO
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07/05/2010 - I cani nello Stato del TAJIKISTAN (Sage Chuponi)



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Esclusa l’area dove si trova la capitale Dushambe, tutto il territorio del Tajikistan è caratterizzato da innumerevoli montagne di diversa tipologia ed altitudine. Su gran parte di queste, specialmente a bassa quota,  si trovano immense distese di foraggio dove i pastori nomadi di ogni parte dell’Asia centrale si recano in ogni primavera, fin dai tempi più remoti, per far pascolare le loro pecore. Gli abitanti locali, raccontano che specialmente nella parte meridionale del Tajikistan, quella nella zona di Dangara, quasi al confine con l’Afganistan, si è scritta la parte più importante della millenaria storia dei cani da pastore dell’Asia centrale vista la necessità dei pastori nomadi di raggiungere quei pascoli, i più abbondanti in assoluto, capaci di ingrassare il bestiame dopo la carenza del lungo inverno e prima della penuria di vegetazione provocata dal caldo torrido dell’estate.

 

Fra quei pascoli sono sorti nei secoli alcuni villaggi che ancora oggi vivono sull’economia alimentata dall’allevamento del bestiame: principalmente pecore e capre, alcuni bovini ed asini.

 

E’ proprio in quei villaggi e fra le greggi dei pastori nomadi che si possono trovare ancora molti cani da pastore dell’Asia centrale aborigeni ( vedi foto A, B, C, D, E, F, G, ) ovvero quei soggetti che si sono tramandati di generazione in generazione, senza particolari attenzioni alla loro selezione, utili alla protezione delle pecore, capaci di cacciarsi il vitto giornaliero fra la selvaggina locale o semplicemente cibandosi di tartarughe da terra (molto numerose in quelle zone) , alimentati solo saltuariamente dai loro padroni con un po’ di pane duro.  E' curioso vedere le buche che quei cani si scavano per ripararsi dal sole o dalle intemperie più pesanti, solitamente nelle alture del Tajikistan non ci sono molti alberi e quindi non esiste ombra o ripari. I pastori nomadi, man mano che si spostano fra i pascoli, si montano tende provvisorie dove riparano la famiglia di giorno, dormono la notte e conservano le loro provviste di cibo, ai cani nessuno pensa in quanto sono animali e quindi devono arrangiarsi da soli. La loro mentalità è fortunatamente ancora quella antica: un cane viziato non può competere contro i predatori selvatici. Senza dubbio sono questa tipologia di cani i più interessanti di tutto il paese, anche se è facile incontrarne svariati di più moderni e morfologicamente migliorati (?!) nella capitale Dushambe dove prevalentemente svolgono il compito di guardiani e di lottatori dei combattimenti della domenica.

 

I cani aborigeni sono di taglia più contenuta, generalmente molto protettivi sia contro l’uomo che contro gli animali che invadano la loro proprietà, anche se solo pochi soggetti (ed io ho avuto la fortuna di incontrarli) attaccano sfacciatamente l’estraneo senza il minimo timore e con ferma intenzione di morderlo,  mentre altri si limitano ad abbaiare ma non dimostrano esagerato coraggio.

 

Nella parte meridionale del Tajikistan, a Sud di Dankara, ai confini dell'Afganistan del Nord, è ancora possibile incontrare i tipici cani da pastore con gli occhi bicolore, ovvero con una pupilla marrone ed una celeste. Gli abitanti locali sostengono che siano i migliori per il lavoro e che derivino dalle linee di sangue più antiche. (In alcune cucciolate che io produco abitualmente succede ancora che mi nascano cani di questa tipologia, sia che abbiano una pupilla interamente celeste o solo in parte, generalmente si sono sempre dimostrati di buon carattere).

 

I cani presenti nella città Dushambe, allevati in modo più domestico e quindi alimentati anche con carne, detenuti spesso in recinti o liberi nei cortili, sono di taglia più robusta ma non esageratamente pesante ( vedi foto A, B, C, D, E ), alcuni sono ottimi guardiani, altri si lasciano avvicinare dallo sconosciuto senza dimostrare alcuna diffidenza. Ne esiste una selezione appositamente mirata ad ottenere buoni risultati nei campionati annuali di combattimento, alcuni di questi vengono addirittura allenati tutto l’anno da appositi trainer per aumentare le loro capacità di lottatori.

 

Rispetto ai due stati dell’Asia centrale che visitai nel mio precedente viaggio, ovvero il Turkmenistan e l’Uzbekistan, devo dire di aver incontrato proprio in Tajikistan molti più soggetti simili a quelli che allevo da tempo, sia morfologicamente che caratterialmente con doti naturali di avversità all’estraneo.

Escludendo alcune eccezioni la maggior parte dei cani non si è mai dimostrata troppo favorevole ad un nostro incontro ravvicinato.

 

L’altezza media è compresa  fra i 65 ed i 75 cm con alcune eccezioni che raggiungono anche gli 80 cm. (mai incontrati fra i cani aborigeni dei pastori). La testa e gli arti mai particolarmente pesanti.

I vari colori tipici della razza credo di averli visti tutti con prevalenza del nero, nero con focature marroni e tigrato.

La lunghezza del pelo si presenta solitamente di media lunghezza, è comunque possibile incontrare soggetti a pelo più corto e decisamente più lungo.

 

Specialmente in Tajikistan, i pastori, gli allevatori e tutti gli intenditori del cane da pastore dell’Asia centrale mi hanno più volte ribadito che non esiste eresia più grande della nostra moderna distinzione fra cani turkmeni, cani tagiki, kazaki, etc…

Questa è una semplice invenzione, prima russa e poi europea, americana, etc..

Fino a poco più di 100 anni fa non esisteva l’attuale divisione dell’Asia centrale, era un unico continente senza frontiere. Quindi non è assolutamente vero che i cani attualmente presenti  in uno stato, possono essere diversi da quelli presenti in un altro. Più piccoli o più grandi. Più leggeri o più pesanti. Più scuri o più chiari e di colori e pelo differente.

Ho tradotto loro alcune recensioni occidentali che parlano di tali distinzioni su alcune riviste di cinofila, ho mostrato alcune fotografie specifiche che identificherebbero le varie distinzioni di cane da pastore dell’Asia centrale in base allo stato di provenienza. Ho chiesto se era possibile, quanto in Europa tanto diffuso fra gli appassionati delle esposizioni, che alcune tipologie di cani più grandi e pesanti fossero presenti nelle montagne mentre altri più leggeri vivessero un tempo nelle pianure. Non vi dico le risate!

 

La gente In Tajikistan è ancora più concreta e semplificativa che in altre parti dell’Asia centrale. Molti di loro appartengono ad autentiche famiglie di pastori nomadi: i chuponi e tutti sono nati e cresciuti con i loro cani: sage. Quindi il loro sage-chuponi, ovvero cane da pastore poteva essere grande o piccolo, a pelo corto o lungo, bianco, nero o di qualsiasi altro colore: l’importante che fosse utile alla guardia del bestiame.

Tutto il resto li fa sorridere da un lato e rattrista dall’altro constatando che qualcuno che per molti anni li ha politicamente dominati, ha diviso la loro terra in più stati, posizionato confini mai esistiti prima per  migliaia di anni, oggi vanti la paternità del loro cane proponendone invece al mondo un surrogato che spesso non ha più nulla a che vedere geneticamente con l’originale, né per aspetto fisico né tantomeno per quello caratteriale.

 

Come in tutti gli altri stati dell’Asia centrale, il loro cane non è riconosciuto dalla F.C.I e nel Tajikistan non esiste ancora il microchip, quindi qualsiasi soggetto non può essere inserito ufficialmente nelle linee di sangue dei nostri cani moderni a meno che non si usino complicati stratagemmi.

 

Ma in compenso il loro è ancora l'autentico cane da pastore dell'Asia centrale, quello sano, rustico, robusto, coraggioso, affettuoso con il padrone ed ostile a tutto ciò che non conosce.

 

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